Wait...

Diffusore SoundLink Revolve portatile Bluetooth® a 360°

Le condizioni della creatività

Che cosa significa essere creativi? Quali caratteristiche predominanti caratterizzano il soggetto creativo? La psicologia ha studiato le condizioni che favoriscono questa privilegiata forma di espressione, che sintetizziamo in questa breve riflessione.

Gran parte del mondo civilizzato è caratterizzato dalla secondarietà, da un insieme di convenzioni e adattamenti imposti dall’Io sociale a cui l’uomo si uniforma in modo quasi automatico senza tenere conto delle esigenze e delle aspirazioni più intime del suo Io individuale.

Alcuni preferiscono la via solitaria, autonoma, anticonformista come quella scelta dall’uomo del sottosuolo a cui fa riferimento Aldo Carotenuto (noto psichiatra e psicologo dell’era contemporanea) citando il famoso romanzo di Dostojewsky.

Gli uomini d’arte, i musicisti, i pittori, i creativi, i poeti, non sottopongono le loro scelte al vaglio critico del solo processo secondario, ma permettono all’’energia psichica di fluire liberamente. In questo modo sono in grado di creare un nuovo rapporto d’azione con il mondo esterno attraverso il processo terziario o “sintesi magica” di cui parla lo psichiatra italo americano Silvano Arieti. Questa più armonico modo di avvertire e rielaborare gli stimoli esterni è un compromesso fra la primarietà degli atteggiamenti propri dell’età infantile e la razionalità secondaria della concezione dell’adulto. E’ l’interazione armoniosa fra i due processi che crea momenti di espressione feconda e vere opere creative.

Ecco quindi che la creatività diventa espressione di un mondo popolato di immagini (paleologiche e primitive) che sorgono spontanee attraverso associazioni, appercezioni, l’attività del libero pensiero. Queste immagini, queste sensazioni olistiche, questi stati impalpabili, definiti da Arieti endocetti, molto raramente assumono la forma di concetti, ma favoriscono l’illuminazione e l’intuizione, fanno si che questa si manifesti spontanea al livello della coscienza.

La creatività perciò ha bisogno dell’insorgere libero delle immagini arcaiche (le stesse che il bambino con molta facilità crea nei suoi giochi infantili) date dal libero pensiero, ma vi sono altre condizioni affinchè la creatività possa essere tale fino in fondo.

L’inattività è una di queste. Il non far niente – non inteso come ozio, ma come momento di rigenerante riposo e di astrazione dalla realtà quotidiana – per certi periodi, favorisce l’insorgere delle immagini e può portare ad una sintesi creativa.

La capacità di stare da solo, – come afferma il dott. Roberto Travaglini nel suo libro “Progettare la creatività” – in uno spazio isolato dal continuo bombardamento degli stimoli uniformanti della società – è un’altra caratteristica importante per la creatività. Solitudine perciò volontaria per brevi periodi, come capacità di stare con se stessi per guardarsi dentro e parlare con la voce interiore che dimora in ciascuno di noi. Non certo solitudine come isolamento dal mondo o esclusione dalla società.

Quest’ultima tendenza manifesta sindromi di nevrosi, piuttosto che condizioni favorevoli per il processo creativo.

Molti poeti, scrittori, artisti, stavano in solitudine alla ricerca del momento fecondo, dello stato nascente come lo chiama Alberoni. Condizioni indispensabili per far si che la scintilla dell’illuminazione possa nascere e dar luogo ad opere di grande spessore.

Vi siete mai chiesti perché gli artisti, i musicisti, i pittori, spesso hanno un atteggiamento che esce dai canoni dell’uomo medio? Sono persone particolari, stravaganti, sui generis, perché riescono a creare quelle immagini arcaiche proprie dell’età infantile che poi trasformano in opere d’arte, di cultura, di letteratura, di poesia.

Un’altra condizione indispensabile per la creatività è costituita dalla capacità di sognare ad occhi aperti. “Chi fantastica – scrive ancora Travaglini – è indotto a pescare in se stesso elementi originali rispetto alle convenienze sociali”.

Anche la vivacità e la disciplina costituiscono un elemento importante per il processo creativo. Arieti afferma che la creatività è ” ispirazione al 10% e sudorazione al 90%”.

Senza un metodo non è possibile dare vita ad autentiche opere creative.

Ed infine, anche ricordare e rivivere interiormente i conflitti traumatici del passato è una condizione da non trascurare.

Alla base della creatività perciò c’è la capacità di ritornare bambini e rivivere quel mondo popolato di immagini fantasmatiche che ci erano così familiari quando eravamo piccini. Tutti coloro che creano fanno rivivere senza sosta il puer (il bambino) che c’è in loro e che purtroppo a causa della razionalità (secondarietà) del mondo civilizzato contemporaneo è stato sepolto a vantaggio di etichette, norme, convenzioni che il più delle volte sono la mortificazione della libera espressione e della spontaneità.

Soundbar 500

Specializzazione: Cure Palliative.

Orario di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.30. E opportuno fissare un appuntamento.

Patrimonio: raccolta di periodici, monografie, atti di convegni, tesi di laurea e specialità prevalentemente dedicati alla medicina palliativa ed agli argomenti correlati: terapia del dolore, psiconcologia, lutto, tanatologia, etica al termine della vita.

La Biblioteca è anche abbonata alle banche dati: MEDLINE su CD-ROM, Palliative Care Index su disco, e all’Host Computer DATASTAR, che consente l’accesso a numerosissime banche dati scientifiche on-line.

Chi può accedere: i servizi della Biblioteca sono aperti a tutti gli interessati.

Servizi: la Biblioteca si pone l’obiettivo di fornire all’utenza ogni supporto, professionale e tecnologico, per il reperimento dell’informazione bibliografica sulle Cure Palliative. A tale scopo sono disponibili i seguenti servizi: consultazione: il patrimonio bibliografico conservato in biblioteca -libri, riviste, materiale grigio, archivi informatici- è a disposizione dell’utenza per la consultazione in loco. Non è previsto il prestito;

fotocopie: esclusivamente per uso personale, compatibilmente con la normativa sul copyright. Il servizio è gratuito per gli interni e per i collaboratori della Fondazione Floriani, agli esterni, che hanno a disposizione una fotocopiatrice self-service, viene richiesto invece un contributo a copertura delle spese ;

invio postale di fotocopie: le Biblioteche e gli utenti che, per motivi di distanza, non possono consultare direttamente le raccolte della biblioteca possono fare richiesta di copie del materiale da noi posseduto contattandoci telefonicamente o via fax o e-mail. Verranno prese in considerazione non più di una richiesta per utente al giorno, fino ad un massimo di 3 articoli per ognuna. Le richieste devono specificare: 1)autore e titolo della pubblicazione, 2)titolo della rivista, 3)volume, anno, fascicolo, 4)pagina iniziale e finale (accertarsi dal catalogo on-line che l’articolo di cui si desidera la copia sia compreso nella nostra raccolta);

ricerca bibliografica su banche dati specializzate on e off line: in biblioteca sono interrogabili gli ultimi 10 anni della banca dati MEDLINE su CD-Rom, la banca dati PALLIATIVE CARE INDEX su dischetto (a partire dal 1994), è infine possibile il collegamento on-line a numerose banche dati scientifiche attraverso l’host computer DATASTAR. Le ricerche su banche dati vengono in genere realizzate su richiesta da un addetto, in unica copia, per uso esclusivamente personale;

accesso ad Internet: servizio riservato agli interni ed ai collaboratori della Fondazione Floriani;

servizio di current content on-line: il contenuto degli ultimi numeri delle riviste pervenute in biblioteca è costantemente aggiornato e consultabile in linea (tasto “periodici”);

indice italiano di cure palliative on-line: la biblioteca sta lavorando alla creazione di un archivio contenente tutte le pubblicazioni di cure palliative esclusivamente in lingua italiana. A breve saranno consultabili on-line le prime registrazioni (tasto “indice c.p.”).

Lifestyle® 35 Digital

15 febbraio 2002

Finalmente presentato il calendario per Milano Moda Donna 2002 in programma a Milano dal 24 febbraio al 5 marzo dopo non poche difficoltà.

In più dopo sette anni Mario Borselli lascia la presidenza di Pitti Immagine a Firenze. “Questa città deve capire che non può vivere solo di turismo e cultura”, è una delle sue ultime indicazioni. Gaetano Marzotto dovrebbe essere il suo successore.

Lo spirito patriottico trionfa sulle prime passerelle di New York dopo l’11 settembre: ma al posto di un nazionalistico ‘rosso bianco e blu’, i colori della bandiera che hanno avvolto negli ultimi cinque mesi la metropoli ferita dai terroristi del World Trade Center, alle sfilate di Seventh on Sixth l’amore per l’America si e’ tradotto in una esplorazione di cos’e’ l’America, nel suo passato, nel suo presente e nel suo futuro. Graffiti urbani, pop art e il selvaggio west sono stati alcuni dei temi emersi nelle creazioni degli stilisti che cinque mesi fa avevano visto il loro appuntamento annuale interrotto dai kamikaze di Al Qaida. Furstenberg ha mandato in passerella i suoi abitini-grembiule con minigonne e maglie che riproducono a grandezza naturale il ritratto che Andy Warhol fece negli anni settanta alla stilista, all’epoca una regina incontrastata della vita notturna di New York. La collezione e’ stata mostrata a giornalisti, compratori e celebrita’ come Susan Sarandon nello studio di Diane: e’ stata la seconda realizzata in collaborazione con Nathan Jenden, un giovanissimo laureato della prestigiuosa accademia di St. Martins a Londra. A Soho intanto un’altra designer newyorchese, Catherine Malandrino, ha cercato ispirazione nel selvaggio west per vestire le sue modelle come le battagliere ma al tempo stesso romantiche donne dell’epoca dei pionieri: ed ecco quindi sfilare bluse delicate in pizzo e voile abbinati a pantaloni di pelle e camoscio in stile rodeo.

Maurizio Galante, Antonio Marras, Natalia Aspesi, Laura Laurenzi, Mariella Milani, Fabrizio Pasquero, Renata Molho sono alcune tra le grandi firme della moda e della comunicazione, che parteciperanno al primo corso di giornalismo specializzato nel settore, istituito dall’ Accademia di Costume e Moda di Roma. Il corso durera’ tre mesi, dall’ 11 marzo all’ 11 giugno prossimi, e sara’ ripartito in tre lezioni settimanali, teoriche, pratiche e di laboratorio, per un totale di 195 ore. La coordinazione del nuovo corso di comunicazione scritta, visiva e on line, aperto a diplomati e laureati, e’ stata affidata ad Adriana Mulassano, Bonizza Aragno Giordani e Bianca Lami. L’ obiettivo e’ l’ approfondimento e la conoscenza del settore, nel campo della moda e del costume, e lo sviluppo delle capacita’ di scrittura e di comunicazione, con l’apporto di materiale audiovisivo e di immagini fotografiche e con l’intervento di specialisti del settore. Per gli studenti sono previsti stage e collaborazioni con le piu’ prestigiose testate e riviste specializzate.

Un italiano high tech debutta sulle passerelle di Manhattan: al Puck Building, nel cuore di Soho, lo stilista toscano Emilio Cavallini ha presentato la sua prima collezione autunno-inverno interamente realizzata da una macchina. Per la nuova linea di pret-a-porter senza alcun intervento di cucitura, Cavallini ha dato l’addio a ago e filo. Il modello, disegnato da un computer, ha preso forma sul cilindro di una macchina, non su una forma di stoffa o un manichino. Emilio non ha usato forbici, non ha usato stoffa, non ha usato neppure una macchina da cucire: nel suo staff, peraltro non c’e’ nessuno che sa cucire. Ha invece trasferito una tecnologia sviluppata in dieci anni per vestire le gambe delle donne per realizzare abiti, gonne, magliette, corsetti aderenti. Ci sono voluti dieci anni, e un processo a volte giudicato impossibile. Partendo dal filo, Cavallini disegna un capo sul suo computer e manda il disegno attravesro la macchina programmando pieghe, balze, ruches: tutto quello che la macchina puo’ fare e che l’immaginazione dello stilista puo’ offrire. La collezione presentata a New York, nell’ambito della settimana della moda di Seventh on Sixth, e’ caratterizzata da disegni grafici e geometrici, motivi floreali interrotti, immagini psichedeliche: bianco, blu navy e grigio predominano accanto al bianco e nero degli stampati geometrici e a un tocco di arancio e verde per una pennellata di sorpresa.

Aiutare i giovani e sconosciuti creatori di moda a sviluppare la loro attivita’ a Parigi e contribuire ad una rinascita economica di un quartiere popolare e sensibile, la Goutte d’Or, nel 18/mo arrondissement: In effetti anche gli abitanti sembrano soddisfatti, secondo quanto hanno dichiarato ai giornalisti in occasione dell’ inaugurazione della ‘via della moda’. Il presidente dell’ associazione ‘Createurs Goutte d’Or’, Rafiq Mahiout, spera di riuscire a creare un polo economico di fabbricazione nel quartiere, per offrire lavoro, e potenziare l’iniziativa. Il Comune e’ disposto a trovare altri locali, nelle strade vicine, con la speranza che la Goutte d’Or diventi il punto di riferimento delle giovani promesse.

Home computer

Come mai hai deciso di studiare danza

In effetti non provengo da una famiglia di artisti e non sono un figlio d’arte, ma ho sempre avuto un fortissimo desiderio di ballare. Fin dall’infanzia mi piaceva guardare in TV programmi come “Maratona d’estate” o gli show del sabato sera. Vedendo questa passione i miei genitori mi iscrissero alla scuola di danza di Vercelli. A dodici anni vinsi il concorso per entrare nella Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, dove mi sono diplomato nel 1994. Subito dopo sono entrato nella compagnia dello stesso teatro e nel 1996 sono stato nominato primo ballerino “sul campo” per la mia apprezzata interpretazione nel ruolo di Romeo. Dal 1998 sono Resident Guest Artist sempre al Teatro alla Scala.

Come sono stati gli anni della scuola

Devo ammettere che sono stati anni abbastanza difficili per me. Soprattutto mi pesava la lontananza dalla mia famiglia che continuava a vivere a Trino, vicino a Vercelli, mentre io mi trovavo a 12 anni tutto solo in una grande e sconosciuta città come Milano. Per di più avevo pochi contatti con il mondo esterno: vivevo in pensione con un’anziana signora (non vi erano collegi maschili per ragazzini della mia età) ed avevo poco tempo per uscire con gli amici, dato che dopo le lezioni di danza, frequentavo una scuola serale. Fortunatamente le soddisfazioni per il duro lavoro non si sono fatte attendere. Ripensando a quegli anni difficili devo però ammettere che sono stati molto formativi: mi hanno insegnato la disciplina necessaria nella danza.

Nureyev aveva già notato in te grandi qualità, quando ti scelse per il ruolo del giovane Tadzio in “Morte a Venezia” di Britten. Cosa ricordi di quell’incontro

Nureyev era venuto a Milano (fu l’ultima volta che venne alla Scala) per sovrintendere l’allestimento dello Schiaccianoci e si accorse di me durante le prove. Dopo la lezione mi chiese di rimanere e mi fece fare alcuni esercizi supplementari per verificare le mie qualità. Io ero naturalmente molto emozionato di esibirmi davanti ad un tale mito della danza. Purtroppo, non potei partecipare al balletto, poiché la scuola mi negò il permesso.

Come si svolge una tua giornata tipo

Alla Scala si inizia alle dieci con la lezione per riscaldarsi e fare gli esercizi tradizionali. Alle undici e mezza ci sono le prove degli spettacoli in produzione che durano fino alle cinque, salvo una breve pausa pranzo. Quando c’è uno spettacolo serale, le prove terminano alle due del pomeriggio per darci modo di riposare prima dell’impegno serale. In genere danzo dalle sei alle otto ore al giorno. Alla sera mi piace nuotare per sciogliere la tensione dei muscoli, e se ho tempo vado al cinema a rilassarmi.

Che cosa ti hanno insegnato le tue partner

Ho avuto l’occasione di danzare con grandi etoiles, come Carla Fracci, Susan Jaffe, Margaret Illman, Sylvie Guillame. Ballando con una grande partner è semplice entrare nei diversi ruoli, che spesso interpreto per la prima volta. Questo è stato un grande vantaggio per me, sia da un punto di vista tecnico che espressivo.

Qual è il personaggio che preferisci interpretare

Senza dubbio Romeo, per la grande varietà di emozioni che è possibile provare interpretando tale ruolo: l’amore è presente in tutti i suoi aspetti dalla gioia alla tragedia, dall’innamoramento alla passione. Mi piace molto anche il ruolo di Des Grieux in Manon, poiché racconta di passioni che tutti possono provare nella vita. Interpretare un principe puro e senza paura è certo meno emozionante.

Che consiglio potresti dare ai giovani che volessero avvicinarsi alla danza

Non fatelo: è un mondo molto difficile! O almeno frequentate una buona scuola, per avere solide basi classiche. È difficile avere successo e ci sono molti ballerini che non riescono a trovare lavoro. È quindi essenziale essere molto motivati, avere veramente una grande passione e una buona forza di volontà. Anche se vi fanno male le gambe o la schiena non potete andare dal direttore e dire: “stasera non ballerò”. Non è come nelle altre arti: un pittore lavora con i pennelli, un violinista con il suo violino, ma i ballerini devono lavorare con tutto il corpo.

Roberto Bolle Official site – Copyright © 1999

L’audio home cinema per tutte le stanze

I gruppi di diffusori a cubetto DIRECT/ REFLECTING® si integrano armonicamente in qualsiasi arredamento.

Il sistema LIFESTYLE® 28 DVD aggiunge effetti sonori emozionanti ai suoi film e alla sua musica preferita con quel mix di prestazioni, eleganza e semplicità che lei, il cliente, si aspetta da Bose. È anche in grado di ottimizzare il suono in base alle caratteristiche della stanza grazie all’innovativo sistema di calibrazione audio ADAPTiQ®. Il nostro elegante Media Center include un sintonizzatore AM/FM e un lettore DVD/CD. I diffusori a doppio cubetto DIRECT/REFLECTING® riempiranno la stanza con un ampio suono surround. E da oggi tutti i sistemi LIFESTYLE® DVD integrano la tecnologia di rete BOSE® link, che consente di collegare prodotti BOSE® compatibili così da ottenere una soluzione di intrattenimento domestico completa.

Un approccio intelligente all’Home Cinema

Elegante e in grado di fornire prestazioni eccezionali, il sistema LIFESTYLE® 28 DVD con tutte le sue esclusive caratteristiche è l’ideale per la vostra casa. Include il sistema di calibrazione audio ADAPTiQ®, che diffonde un suono surround omogeneo in qualsiasi stanza, offrendole al contempo la massima libertà in fatto di collocazione dei diffusori. Questa esclusiva tecnologia analizza e regola l’audio del sistema LIFESTYLE® a seconda delle dimensioni dell’ambiente, del posizionamento dei diffusori e delle posizioni di ascolto preferite. Pochi minuti e vi godrete appieno tutta la qualità del suono BOSE®. Semplice, no?

Il suono di qualità non ha mai avuto un look così accattivante

Il Media Center in alluminio spazzolato integra un lettore CD/DVD e un sintonizzatore AM/FM. Questa elegante unità assolve da sola a una serie completa di funzioni che, nel caso dei sistemi per l’Home Cinema tradizionali, richiede più componenti. Inoltre costituisce il fulcro di un sistema di Home Entertainment completo, grazie alla tecnologia di rete BOSE® Link, che consente di collegare prodotti BOSE® compatibili al sistema LIFESTYLE® 28 per la diffusione del suono in ben 14 ambienti aggiuntivi, anche esterni. Perché, proprio come lei, il suono non può essere confinato in una sola stanza. Grazie alla tecnologia BOSE® Link, potrà controllare il volume in maniera autonoma in ogni stanza, nonché avere accesso a due diversi flussi audio dallo stesso sistema LIFESTYLE®.

I gruppi di diffusori a cubetto DIRECT/REFLECTING®, alti all’incirca 15.2 cm, si integrano perfettamente nell’arredamento e le offrono prestazioni audio equivalenti a quelle di diffusori di dimensioni maggiori. Il modulo ACOUSTIMASS®, che può essere nascosto in un angolo qualsiasi della stanza, riproduce bassi profondi e impressionanti. Il risultato? Un suono surround coinvolgente che sembra provenire dai gruppi di diffusori a cubetto, sia che si tratti del fruscio prodotto dalle foglie che dell’energia scatenata da una violenta tempesta.

Invecchiando si migliora

I sistemi LIFESTYLE® sono stati progettati per sfruttare al massimo i DVD e il resto degli attuali supporti digitali. Ma siamo sicuri che nel suo cuore ci sarà sempre un posticino riservato ai classici del cinema o ai programmi televisivi registrati su videocassette. Li conservi… e se li goda. Il sistema LIFESTYLE® 28 DVD integra una serie di funzionalità per l’elaborazione del segnale, tra cui il sistema di decodifica VIDEOSTAGE® 5 e la decodifica digitale 5.1. Insieme, le garantiscono un suono surround a cinque canali di elevata qualità indipendentemente dalla sorgente di origine, anche in caso di supporti registrati molto prima dell’avvento del suono surround.

Non importa cosa vuole ascoltare — o dove lo vuole ascoltare: con l’elegante, funzionale e al contempo semplice sistema LIFESTYLE® 28 DVD tutto è possibile.

Caratteristiche principali

Google si lancia all’attacco di Skype: telefonate gratis via internet

Alcune settimane fa tornavo con altre quattro persone da Noale, alla guida era un mio amico. Strada semideserta. Davanti alla sede dei carabinieri di Pionca siamo stati fermati per un controllo. Andavamo piano, nei limiti. Con il loro sguardo più severo, i due hanno chiesto patente e libretto al mio amico e li hanno esaminati per bene, per poi restituirglieli.

Niente alcol test, eravamo tutti palesemente sobri. Pensavamo di poter ripartire quando il carabiniere più anziano ha voluto rivedere il libretto. L’ha esaminato con perizia, da cima a fondo. Poi ci ha ordinato di scendere dalla macchina e ha preteso i documenti di tutti; quindi ha sentenziato: “Sei in contravvenzione! In auto ci sono cinque persone e qui c’è scritto che la macchina è omologata per quattro”. “Non lo sapevo…” “Era difficile saperlo, per accorgersene bisogna guardare nel libretto. Sono 78 euro e un punto in meno”.

Quindi il carabiniere ha dettato all’altro la multa (uno solo per questo lavoro non bastava). Il procedimento non si è interrotto all’arrivo di un motorino veloce e rumorosissimo, che hanno redarguito ma non hanno ritenuto opportuno multare. Dopo una mezzora di permanenza, ci hanno permesso di tornare a casa.

Ma non è finita qui. Salutati gli altri, ho preso la mia macchina. Avrei voluto fare benzina, ma non ho potuto perché davanti al primo distributore c’erano le prostitute coi magnaccia (zona stazione di Padova); quando ho cercato di fermarmi ad un altro (zona Sacro Cuore) si sono immediatamente avvicinati dei personaggi poco rassicuranti. Pazienza, non ero ancora in riserva. Ho raggiunto la mia abitazione a san Bellino. Giunta davanti a casa alle due di notte, dovevo scendere dalla macchina per aprire il cancello; mentre mi accingevo a farlo, ho notato che un uomo in bicicletta si fermava e mi fissava. Mi sono spaventata e ho aspettato qualche decina di secondi: non se ne andava. Non me la sono sentita di scendere e ho fatto il giro del quartiere in auto.

Quando sono tornata davanti a casa, ho visto addirittura tre figure maschili che guardavano fisso verso di me. Erano piuttosto lontane, quindi seppure col cuore in gola sono uscita dall’auto e ho aperto il cancello: non potevo certo passare la notte fuori.

I tre uomini si sono avvicinati e hanno cominciato a osservare la mia auto dal giardinetto che circonda il mio condominio. Spaventata, ho chiamato il 113: mi ha risposto un poliziotto molto gentile. Gli ho chiesto se era possibile pattugliare un po’ di più la zona, che da un paio di mesi a questa parte è diventata sempre più pericolosa. Gli ho raccontato che abbiamo paura ad uscire col buio, che per due volte degli sconosciuti si sono introdotti chissà come nel palazzo e hanno fatto la pipì nell’androne, che probabilmente c’è un giro di droga nei giardinetti.

Gentilmente, il poliziotto mi ha spiegato che purtroppo non ci sono abbastanza uomini per pattugliare bene il quartiere. Mi ha consigliato di fare un esposto in questura: così facendo, è possibile che tra qualche mese venga mandata una pattuglia in più. Poi, è gentilmente rimasto in linea finché io correvo dall’auto al portone. Non sono ironica, è stato veramente disponibile e ha fatto il poco che poteva; ma temo che il sostegno morale non mi sarebbe stato sufficiente, in caso di stupro.

Conclusioni: erano necessari due carabinieri per sorvegliare una strada vuota e trattenere inutilmente per mezzora cinque persone che non arrecavano alcun danno a loro stesse e alla comunità, visto che osservavano i limiti, non erano in stato di ebbrezza e conducevano una guida assolutamente normale e tranquilla, ma quando c’è bisogno della polizia per garantire ai cittadini un po’ di tranquillità non ci sono i mezzi.

Bene. L’importante è saperlo.