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Cappottamento e freno a mano

Parliamo di sicurezza: archivio 2000

Inviato da: Federico il December 11, 2000 at 19:48:45:

In risposta a: Re: Cappottamento, precisazione Inviato da Scuola Guida Sicura il December 11, 2000 at 15:01:52:

: Federico dice poi:

: : In ogni caso, su fondo asciutto e : : pulito, il freno a mano può indurre picchi di : : accelerazione laterale anomali, che potrebbero : : indurre al ribaltamento della vettura.

: Su questo ci permettiamo di dissentire. E’ vero : che il bloccaggio delle ruote posteriori provoca : una repentina variazione nella ripartizione delle : spinte laterali, ma riducendo praticamente a zero : l’aderenza ALLONTANA il limite di ribaltamento. : Questo rimane valido, ovviamente, a patto che : nella sua corsa laterale il retrotreno non : incontri alcun ostacolo al suolo, o il pneumatico : posteriore esterno (più sollecitato) non esploda: : in questi casi l’assenza di rotolamento rende più : probabile l’effetto “perno” che causa il : ribaltamento.

Vi spiego il mio ragionamento. Supponiamo che nel percorrere una curva la vettura vada in sottosterzo. L’anteriore allarga la traiettoria e la vettura tende ad uscire di strada. Se però la strada fosse larghissima (esageriamo il ragionamento, supponiamo una strada larga 1 Km e perfettamente piana) e i pneumatici fossero in ottime condizioni e ben gonfi, il sottosterzo tenderebbe ad autocorreggersi. Mi spiego: la vettura in assenza di sottosterzo percorre una traiettoria di raggio R. A causa del sottosterzo la vettura si porta via via su traiettorie di raggio maggiore di R. Ad un certo punto (è il caso ideale di strada larghissima) la vettura si troverà in curva su una traiettoria di raggio così grande che (a quella velocità) consente ai pneumatici di non scivolare più verso l’esterno. Il sottosterzo è dunque finito, la vettura sta percorrendo “in aderenza” una curva su un raggio molto maggiore di quello iniziale, la forza centrifuga è scesa ad un valore più basso poichè il raggio della traiettoria è maggiore.Al contrario, in caso di sovrasterzo, il muso della vettura tende a chiudere la traiettoria mentre la coda scappa all’esterno. Questa tendenza a chiudere, porta l’auto su traiettorie sempre più strette. La forza centrifuga dunque tende ad aumentare.In effetti, come ben sapete, quando una vettura inizia a sbandare con il posteriore (e cioè inizia a girare su se stessa intorno ad un ipotetico asse z perpendicolare al suolo e che grossomodo taglia l’auto all’altezza della leva del cambio), se non viene corretta quasi subito, diventa poi incontrollabile. Infatti il suo moto di rotazione intorno all’asse z non è uniforme, ma accellerato. E il motivo è dovuto al fatto che la forza centrifuga è in aumento poichè la vettura si porta su traiettorie via via più strette.A riprova, basta effettuare un testacoda volontario (con il freno a mano, per far contento Gigi) per accorgersi che la velocità di avvitamento aumenta sempre più durante il testacoda. Questo è vero almeno nella prima fase di una sbandata; infatti poichè la velocità della vettura di traveso tende a diminuire con rapidità, la forza centrifuga ad un certo punto smette di crescere (pur diminuendo ancora il raggio di curvatura). Ma ormai il testa-coda è già avvenuto.Analizzando i grafici dell’accelerazione laterale cui è sottoposta una vettura durante una sbandata, si può notare un picco prima della grossa caduta. Tale picco può anche essere maggiore del valore massimo che sullo stesso asfalto si potrebbe misurare in una prova di steering-pad con la stessa vettura.Nella mia risposta a Gigi, intendevo porre l’accento sull’incremento temporaneo (parlavo di picchi) di accelerazione laterale di una vettura durante la fase iniziale di un deciso sovrasterzo.Ecco perchè sull’asfalto asciutto non bisogna abusare del freno a mano. Almeno con vetture quali monovolume, fuoristrada, SUV caratterizzate da un baricentro alto o da carreggiate strette.L’accelerazione massima oltre la quale un veicolo si ribalta è data dalla larghezza della carreggiata diviso il doppio dell’altezza del baricentro. Il risultato è espresso in g, dove g=9,81 m/s^2.

Smartphone, Apple Vs Google; quale scegliere ?

Per chi lavora è importante avere uno strumento utile e funzionale; abbiamo avuto modo di acquistare e testare in più occasioni, anche estreme due prodotti noti che girano su sistemi operativi quali Android ed Apple IOS.

La piattaforma Android è della Google. Android è presente su gran parte degli Smartphone, eccetto Nokia. Questo sistema operativo ha avuto ed ha tutt’ora non pochi problemi. Ad esempio con il bluetooth di alcune auto, fra queste le Renault (salvo recenti soluzioni tecniche). Android è ancora

nell’occhio del ciclone per quanto riguarda la sicurezza. A Giugno sono state scoperte 25 applicazioni infette da una variante del malware che, in marzo, ne aveva già attaccate altre 50, a cui era stato dato il nome di Droid Dream.

Per quanto concerne Apple, a parte alcuni difetti di fabbricazione, risolti dalla stessa azienda in poco tempo, l’iphone è quasi un oggetto utile; il quasi sta nel fatto che non sempre la ricezione è perfetta, se lo mettiamo a confronto con un Nokia.

Peraltro l’iPhone ha uno chassis delicato, tant’é che diversi colleghi di nostra conoscenza utilizzano telefoni ben diversi da quelli che abbiamo testato.

Concludendo, per il nostro lavoro, meglio uno smartphone con una ricezione anche in caverna o il bosco fitto, solido, sicuro anche nel sistema operativo, pratico, maneggevole, funzionale. Preferibile se ha due SIM da alloggiare. La videocamera serve relativamente a chi è un fotografo professionista, ma aiuta a non portarsi dietro una reflex mini.

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