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di Daniele Paroni

UDINE – Adriano Burgato è stato uno dei primi ad arrivare domenica davanti alla villa di via Annia. È uno dei più coinvolti emotivamente, anche se dal primo momento ha dimostrato grande equilibrio e lucidità, rimanendo a lungo davanti a quella casa circondata da carabinieri, intenti ancora ad individuare gli assassini dello zio Paolo e di zia Rosetta. Lui è stato convocato in caserma domenica, ha fatto una deposizione sui suoi rapporti con la coppia assassinata.

Il nipote ha evidenziato la laboriosità dei suoi zii, che rinunciavano anche al divertimento per il lavoro. «Mio zio la mattina era il primo ad aprire e l’ultimo chiudere – spiega Adriano Burgato -. Per dare spazio alla propria professione si era privato di svaghi. Lui c’era sempre sempre, non solo nella stagione estiva ed era molto metodico nella gestione dei negozio assieme alla moglie».

Secondo Adriano Burgato in questi momenti sarebbe sbagliato chiudere delle porte. «Bisogna assolutamente continuare a scavare – afferma il nipote degli uccisi -. Io credo comunque che come in altri casi efferati, ad agire non siano state persone normali, si tratta di individui che potrebbero aver agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti – sostiene Adriano Burgato -. Questo lo penso perché continuo a credere che la brutalità esercitata sui nostri cari sia stata esagerata».

Il nipote di Paolo e Rosetta evidenzia come in altri casi ci siano stati anziani che sono stati sfigurati per poche migliaia di euro. Film, anzi, realtà purtroppo già viste. La droga secondo Adriano potrebbe per così dire aver aiutato i carnefici di via Annia a spingersi all’estremo finendo la coppia con inaudita bestialità. Un’altra cosa che sorprende Adriano è il cospicuo ritrovamento di denaro, quarantamila euro nascosti nel battiscopa al primo piano dell’abitazione e altri sessanta milioni di vecchie lire, oramai non più utilizzabili. «Io non so cosa pensasse lo zio, ma il ritrovamento di quella ingente somma di denaro è molto strana – dice Adriano -. Mi pare una dimenticanza da extraterrestri, non c’è un perché, una spiegazione». Sin dal primo momento Adriano, come papà Giuseppe, ha subito ipotizzato che Paolo e Rosetta possano essere stati uccisi a scopo di rapina. «Io propendo per il tentativo di rapina – aggiunge -. Non credo ci possa essere un nesso fra la vicenda del fallimento Sostero con l’omicidio degli zii. I Sostero sono una famiglia alla quale va la massima stima, si sono distinti a Lignano».

Adriano inoltre ritiene assolutamente normale che il figlio degli assassinati, Michele, sia stato sentito più volte. «È ovvio che lo abbiamo sentito – dice tranquillo Adriano -. È il primo ad essere arrivato, grazie a lui si possono fissare i momenti successivi al ritrovamento dei corpi. In questo momento su questo fatto di sangue continuo a farmi tante domande e a darmi tante risposte. Di certo è giusto distinguere lo sbandatello che si appropria di pochi euro arraffati in un registratore di cassa e chi invece compie un atto bestiale come quello di sabato notte. Sono due cose nettamente diverse. In ogni caso ci sono inquirenti di spessore, bisogna solo dargli del tempo e avere pazienza. Tanta pazienza».

Sabato 25 Agosto 2012 – 15:16 Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Agosto – 10:15

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