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ROMA (5 settembre) – Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è intervenuta al Workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio con un duro affondo nei confronti della politica del governo sull’economia, sostenendo che all’esecutivo mancano la visione e la volontà per puntare sulla crescita economica del Paese. Sempre a Cernobbio il ministro Tremonti ha replicato sarcastico alle affermazioni di Mario Draghi, che l’altro giorno ha sostenuto come l’Italia dovesse fare come la Germania.

«Ci sono alcune iniziative – ha detto la Marcegaglia – ma sono spot. Non c’è una visione e una volontà di lavorare veramente su tutti i punti che riguardano la crescita». Per la Marcegaglia è invece «essenziale concentrarsi sulla crescita. Noi stiamo crescendo troppo poco. Chiediamo formalmente che ci sia questo nuovo punto all’ordine del giorno del governo. E’ venuto il momento di passare dalle parole ai fatti. Bisogna occuparsi di crescita». Il presidente di Confindustria ha sottolineato come la Germania vada verso un 2,5% di crescita, mentre noi sì e no cresceremo di un 1%. «I punti sono quelli indicati da noi qualche mese fa – ha ricordato – e indicati da Tremonti e cioè ricerca, infrastrutture, burocrazia, scuola». Il presidente di Confindustria ha poi rilevato che bisogna «abbandonare la logica di fare del bilancio pubblico una specie di compensazione per tutti i problemi sociali: la riduzione del deficit e di conseguenza delle tasse deve essere una costante che rimane anche se cambiano i governi e per questo è necessario metterla nella Costituzione».

Nuovo patto sociale su salari e produttività. «Dobbiamo fare un nuovo patto sociale» con l’obiettivo di «aumentare i salari se però uniti ad una maggiore produttività delle aziende – ha aggiunto la Marcegaglia – La coesione sociale si è tenuta nella crisi tutto sommato e ora dobbiamo fare un nuovo patto sociale il che significa migliorare la produttività delle nostre imprese, la capacità di stare sul mercato: questo significa aumentare i salari facendo partecipare i lavoratori ai risultati delle imprese. Con la revisione della riforma contrattuale del 2009 abbiamo tracciato la strada, ora si tratta di seguirla». Marcegaglia ha inoltre rilevato che «non basta lavorare solo sul contratto nazionale» perché «le realtà sono diverse e bisogna andare azienda per azienda».

In Italia su imprese e lavoratori pesa una pressione fiscale troppo elevata. Emma Marcegaglia ha sottolineato che «la pressione per chi paga le tasse è troppo alta, soprattutto per le imprese e i lavoratori».

«Dire che bisogna fare come la Germania è superficiale, è roba da bambini». Così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti nel suo intervento risponde al governatore della banca d’Italia, Mario Draghi, che a Seul aveva detto che per crescere di più «l’Italia deve diventare produttiva e competitiva come la Germania». «Non ci vuole un genio che ci dica che dobbiamo fare come la Germania – ha aggiunto Tremonti – Abbiamo la seconda manifattura in Europa e sappiamo che il nostro pil è fatto sotto i 100 addetti dove la Germania c’è già e cioè intesa come una koinè di capitale e lavoro. Cerchiamo di essere meno superficiali possibili, evitiamo questa retorica». Ci dicono che «non facciamo più come l’Inghilterra? E quando mai abbiamo fatto come l’Inghilterra? Piuttosto la grande discussione non è tra modello tedesco e modello inglese perchè in Europa la grande questione è che modello economico vogliamo: ci sono due modelli ‘export led’ oppure quello Delors cioè opere pubbliche, investimenti pubblici, domanda pubblica fatta anche con emissione di debito». Secondo il ministro «questa è la grande questione: vogliamo un modello export led o vogliamo un modello più equilibrato che contenga anche investimenti pubblici in energia, in ricerca, in difesa. È difficile, molto difficile ma è una delle grandi questioni».

«Certamente un ministro dello Sviluppo economico serve. Però voglio dire a chi chiede una politica industriale che la programmazione non sempre è lungimirante. Negli anni ’70 furono dichiarati maturi i settori della moda e dell’arredamento, non era una valutazione lungimirante- ha proseguito Tremonti – La politica industriale viene fatta sentendo anche il governo, il Parlamento e tutti i soggetti che possono partecipare alla discussione. Ogni idea in più è benvenuta».

«Dobbiamo fare il nucleare – ha detto tra l’altro il ministro – Tutti dicono che l’Italia è un po’ debolina sul Pil: noi competiamo con paesi che hanno il nucleare. Voglio vedere chi ha davvero il coraggio di dire no del tutto».

«Nessun attacco e nessuna allusione. Semplicemente un richiamo alla realtà e al buon senso». Così Tremonti ha precisato all’Ansa le parole usate nel suo intervento al workshop Ambrosetti di Cernobbio. «Quasi dappertutto in Italia la Germania c’è già – ha aggiunto il ministro – non c’è più tempo, non c’è più spazio per la polemica e per la personalizzazione».

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