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Diffusori ambientali Free Space® 51

di CARLO NORDIO

L UOMO si comporta in vari modi di fronte ai pericoli: cedendo da disperato, reagendo da coraggioso, rassegnandosi da filosofo, ignorandoli da vile, e altro ancora. Uno dei metodi più frequenti per superarne le paure è quello di esorcizzarne i concetti, magari con eufemistiche formule verbali. Così la morte diventa un trapasso, il cancro una brutta malattia, la disgrazia fisica una vereconda litote; il Vangelo parla di ciechi e paralitici: oggi sono non vedenti e non deambulanti. Non si tratta di rispetto per gli sfortunati: si tratta di paura. Perché la nostra cultura rifiuta e rimuove le sfortune della vita.

Tra le tante paure, vere o indotte, del cittadino, esiste anche quella di essere schedato. Essa non ha nulla di razionale, perché di fatto siamo tutti schedati dalla culla alla bara: i registri anagrafici, gli atti di stato civile, le tessere sanitarie, il codice fiscale, gli stessi elenchi telefonici sono tutti mezzi per far sapere chi siamo e dove siamo. Ma poiché la caratteristica principale della paura è di avere una buona dose di irrazionalità, essa si afferma non tanto alla sostanza quanto alla forma; non alle cose, ma alle parole. E così mentre siamo tutti contenti di aver consegnato i nostri dati più personali ai comuni, alle scuole, alle Usl, al fisco, al datore di lavoro eccetera, siamo terrorizzati da una parola che ormai non significa più nulla, ma che rievoca i tempi sinistri di un invadente e onnipotente tirannide: la schedatura. Essa riemerge sempre, nel suo minaccioso esoterismo semantico, quando lo Stato cerca di mettere un po d ordine nella confusione di casa propria. E il cittadino che si era sottomesso docilmente alle più subdole pratiche intrusive, come la conservazione dei tabulati telefonici, si insospettisce per le pratiche più elementari di ordinaria utilità.

Le impronte digitali che si vorrebbero obbligatorie per i clandestini sono, ad esempio, l equo e ragionevole corollario del principio che dobbiamo sapere chi ci teniamo in casa. Non costituiscono affatto un odiosa discriminazione. Al contrario. Perché tutti i cittadini, come ben sappiamo, sono di diritto e di fatto individuati dal primo vagito alla benedizione nella fossa. Certo i sistemi sono cambiati nel corso dei secoli. Giuseppe e Maria affrontarono un lungo viaggio per il censimento dell imperatore. Per altri diciannove secoli gli uomini vennero individuati attraverso i caratteri somatici descritti su un papiro. Solo i re venivano effigiati nelle monete: privilegio che costò caro a Luigi XVI durante la fuga. Poi venne la fotografia. Poi ancora le impronte digitali, per le quali molti documenti riservano ancora lo spazio, e che vengono comunque rilevate non solo ai detenuti ma anche ai militari. Domani tutto questo sparirà. Avremo criteri di individuazione superpersonalizzati: il colore dell iride, il timbro della voce, e naturalmente il Dna. Basterà passare la lingua su un francobollo e di noi si saprà tutto, anche cose che sarebbe meglio non sapere. E comunque il vero pericolo del futuro non sarà l uso improprio dei dati, ma quello del materiale genetico che tra pochi anni sarà strumento di clonazione. Ma questa è un altra storia.

E torniamo alla schedatura con le impronte. Si tratta, dicevamo, di un sistema innocuo e artigianale che tramite il computer ci consente di capire subito chi abbiamo davanti. In un Paese in cui è obbligatorio il censimento dei cittadini, non si vede perché i girovaghi, i clandestini e gli ignoti debbano circolare muniti di una ingiustificata e pericolosa franchigia. La maggior parte di loro entra in Italia con documenti contraffatti, o senza documento alcuno, declina false generalità e si sposta continuamente vivendo di espedienti. Che lo Stato non abbia il dovere di individuarli è cosa che nessun buonismo solidaristico e terzomondista riuscirà mai a spiegare.

Eppure non c è alcuna speranza che questi pregiudizi finiscano. Non solo perché la politica è ormai fatta soprattutto di polemiche, ed ogni argomento è buono per litigare. Ma perché il suono di alcune parole evoca terrori funesti, tanto più ribelli quanto più ingiustificati. L impronta digitale ci riporta alle camere di sicurezza e alle celle di Sing Sing. Quando disporremo di sistemi più delicati, come la conformazione dell iride o il timbro della voce, la paura finirà.

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