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Di recente le questure italiane hanno raccolto informazioni sulle “sette”

presenti nel nostro Paese. Se ne e’ molto parlato sui giornali e in TV Sono fenomeni davvero pericolosi per la societa’ civile?

Non c’e’ dubbio che le priorita’ dovrebbero essere altre, per esempio la

difesa dell’ordine pubblico contro una criminalita’ organizzata sempre piu’ pericolosa. Penso alla situazione di Napoli, con la camorra e l’uccisione di bambini. Certamente e’ giusto che ci sia una vigilanza nei confronti di sette piu’ o meno magiche ed esoteriche che tentino di coartare la volonta’ delle persone. Pero’ visto l’emergenza criminalita’, francamente vorremmo che tutte le risorse dello Stato fossero devolute a questa esigenza.

E’ stato detto che esistono delle preoccupazioni per possibili azioni

terroristiche da parte di queste sette in occasione del giubileo del 2000.

Che ne pensa?

Esiste un’ipersensibilita’ in Italia proprio per il particolare legame che il nostro Paese ha con la Chiesa Cattolica, e quindi puo’ diffondersi l’idea che questa sia minacciata da chissa’ quali sette. Ripeto, una vigilanza e’ sempre utile, ma bisogna intanto conseguire delle situazioni piu’ chiare e precise.

Ritiene che lo Stato di fronte a questi fenomeni irrazionali debba usare

degli strumenti particolari oppure in caso di “devianza” sono sufficienti le leggi ordinarie?

Le leggi ordinarie sono piu’ che sufficienti perché prevedono vari reati,

come quello di circonvenzione di incapace; c’e’ perfino il reato di plagio!

Semmai il vero problema e’ un’attrezzatura culturale del nostro Paese, cioe’ una preparazione maggiore al pluralismo religioso. Bisognerebbe che gli italiani conoscessero come sono articolati altri paesi, diversi dal nostro dal punto di vista religioso, ma che non per questo sono sprofondati in particolari baratri di incivilta’.

Esiste il pericolo che per questi dossier si diffonda la paura del “diverso” nell’opinione pubblica italiana?

Non direi, perché la sensibilita’ democratica e la tolleranza prevalgono,

quindi non credo che saranno utilizzati in modo perverso. In ogni caso

saremo molto vigilanti in questo senso. Semmai c’e’ da chiedersi se fra tutte le cose da fare, sia davvero questa una priorita’ per le questure italiane.

Qualcuno sostiene in modo un po’ malizioso che questi problemi sono posti

all’attenzione dell’opinione pubblica in modo ricorrente, in particolare nei mesi di aprile e maggio, guarda caso in concomitanza con la compilazione dei moduli per la denuncia dei redditi e la firma dell’otto per mille

Non credo che le cose stiano in questi termini. Nel mondo che io conosco c’e’ un atteggiamento positivo verso le chiese protestanti. Anche chi protestante non e’, spesso sceglie di dare l’otto per mille alle chiese protestanti.

Anche se in Italia manca una sensibilita’ generale attenta al pluralismo

religioso, non mi sembra che la gente faccia confusione tra le sette

esoteriche e le chiese che hanno fatto le Intese con lo Stato italiano. Mi

sembra invece che molti guardino a queste chiese con favore e rispetto.

C’e’ un nuovo disegno di legge sulla liberta’ di culto

E’ un disegno di legge che si impone perché di fattole chiese che non hanno potuto stipulare le Intese con lo Stato italiano sono ancora regolate (e discriminate) sulla base della legge sui “culti ammessi” che sono frutto di un altro regime e di un’altra era.

Dobbiamo esercitare pressioni affinche’ questo disegno di legge sia approvato dai due rami del Parlamento il prima possibile.

-da un intervista per il Messaggero Avventista-

Intervista a Emilio Coveri, presidente dell’associazione “Exit” di

Torino

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