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Informazioni e Storia Diario

Diario è un settimanale di attualità politica e informazione che si presenta con caratteri di diversità con l’intento di soddisfare le richieste di chi ha voglia di saperne di più, leggere di temi seri o originali e di non seguire per forza l’agenda delle notizie fornita dalla televisione.

La rivista è attualmente diretta Enrico Deaglio e nel 2002 Diario ha ricevuto il premio di miglior giornale al mondo, insieme al quotidiano serbo Danas, dalla giuria de le Guide de la Presse. La Guide de la Presse ogni anno esamina e recensisce 3.500 giornali in tutto il mondo e assegna quindi alcuni premi in base a una Carta dell’informazione. Questa carta stabilisce alcuni criteri di giudizio che devono essere seguiti dalla giuria: qualità del lavoro redazionale, originalità, impegno, indipendenza, qualità dell’informazione.

Questa la descrizione di Diario che compare sulla Guide de la Presse:

“E’ il giornale della memoria. Della Shoah, degli eventi del G8 di Genova. E’ la testata che difende i diritti dell’uomo e combatte il revisionismo. E’ il settimanale più a sinistra e più intellettuale d’Italia. Nato nel 1996 come supplemento del quotidiano del Pci, l’Unità, è diventato indipendente qualche anno dopo. L’uomo che lo fa vivere è il nipote di Arnoldo Mondadori, il celebre editore che ha venduto il suo impero a Silvio Berlusconi. Delle dieci persone della squadra, rimaneva al settembre 2002 una sola giornalista proveniente da l’Unità, il caporedattore Marina Morpurgo. Il direttore e principale animatore del giornale, Enrico Deaglio, viene dalla formazione di estrema sinistra Lotta continua. Diario ha adottato una linea di opposizione dura a Silvio Berlusconi e di sostegno ai suoi principali oppositori, considerati come i leader della nuova sinistra: il regista Nanni Moretti e il sindacalista della Cgil Sergio Cofferati. Proseguendo, settimana dopo settimana, la sua battaglia contro il presidente del Consiglio, Diario ha pubblicato un numero sèeciale dal nome evocatore: Berlusconeide, in omaggio all’epopea di Virgilio, con un sottotitolo inequivocabile: “Tutto quello che dovreste sapere di Silvio Berlusconi prima di consegnargli le chiavi di casa”. Risultato: 130.000 copie vendute. Il settimanale, intellettuale per scelta, si è costruito su un’idea fondamentale: fare quello che gli altri non fanno. Quindi, niente televisione e niente foootball. Al contrario, la cultura si estende su una trentina di pagine, percorrono il giornale recensioni, racconti, impressioni di scrittori, la politica internazionale occupa una porzione impressionante. Il tutto servito da una veste grafica elegante, discreta, che lascia spazio ai testi molto lunghi. Quanto alla copertina, cerca di colpire tanto per i soggetti che per le fotografie. Mettendo in copertina il cognac, Diario ne ha poi approfittato per ricordare… i valori della Rivoluzione francese. I lettori, a logica, sono per lo più intellettuali di sinistra tra i 30 e i 50 anni con un reddito medio-alto, che comprano libri e dischi e amano viaggiare. Il 60 per cento è composto da donne. La testata più interessante, più originale tra le recenti pubblicazioni italiane. C’è molto da leggere, è molto ben scritto e molto letterario. Il solo giornale in cui il piacere non consista tanto nello sfogliare la carta patinata, ma nel soffermarsi sugli articoli. Decisamente riservato a una élite intellettuale di sinistra”.

Pubblicato da Editoriale Diario Spa con sede a Milano, il settimanale Diario è presente sul web con il sito internet www.diario.it all’interno del quale sono presenti le notizie presenti nella rivista, sondaggi, newsletter e altro.

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