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Obbligazione Convertibile Olivetti

Seguendo la scia del piano di riassetto proposto da Tronchetti Provera per Olivetti, ed al maxi-prestito obbligazionario proposto agli investitori procediamo alla valutazione delle precedenti obbligazioni convertibili emesse da Olivetti: OLIVETTI CV ind. 19/02/1998 2002 6,10% e OLIVETTI 2004 CV 1,5% 09/03/2001 2003 1,22% .

In entrambi i casi premettiamo che gli eventuali sottoscrittori difficilmente erano interessati a ricevere il flusso di rendimenti visto che utilizzando titoli di debito alternativi si sarebbe riusciti a strappare qualcosa in più; l’appeal speculativo era ed è quello di poter diventare azionisti di Olivetti a prezzi concorrenziali e cercando di evitare eventuali ripercussioni legate alla volatilità dei mercati. Il nostro orizzonte temporale non è, quindi, di breve termine, dobbiamo operare con un’ottica di medio-lungo ed effettuare anche valutazioni in merito allo stato di salute dell’azienda e ad un possibile rischio credito. Partendo dal presupposto che il mercato ha sempre ragione, effettuiamo un’analisi grafica comparativa dei due strumenti sopra elencati assieme al sottostante, ossia al titolo Olivetti. Nel grafico di sinistra è riportata la serie storica del primo convertibile (1998/2002), nel centrale quella dell’azione Olivetti ed a destra il secondo convertibile (2001/2004). Dateci un’occhiata, nel frattempo introduciamo una veloce valutazione di carattere fondamentale, l’azione Olivetti è rappresentativa di una società con seri problemi di bilancio derivanti da un elevato tasso d’indebitamento, dobbiamo perciò valutare se esiste un rischio di credito che determinerebbe delle perdite in conto capitale. In questo caso valutiamo positivamente il Piano Industriale presentato da Tronchetti Provera, sia in termini di strategie che di contenimento dei costi, essenziali per rilanciare la società puntando sul cash flow dei due gioielli Tim e Telecom per mantenere l’autofinanziamento e soprattutto dismettendo tutto ciò che si allontana dal core business. Fatta questa considerazione, attendiamo la prossima assemblea straordinaria di Olivetti per valutare i termini della nuova emissione da 4 mld di euro e monitoriamo i due convertibili in esame. Facendo un esame grafico vediamo che il grafico sulla sinistra (CV 1998-2002) ha accennato soltanto un rimbalzo nell’ultima ottava mentre la reazione del secondo (CV 2001/2004) è stata più incisiva. La valutazione è legata ai tempi di ripresa della società Olivetti, quantificabile in almeno tre/quattro anni, quindi, essendo l’obiettivo quello di diventare azionisti della società si attribuisce maggiore probabilità che questo si verifichi nel secondo caso. Operativamente potrebbe essere conveniente puntare sul secondo di questi convertibili(CV 201/2004) visto che hanno perso gran parte del loro valore rispetto alla sottoscrizione e che le prospettive di crescita della holding di Ivrea sono interessanti nel medio termine. Proseguendo l’analisi in termini fondamentali si evince che il convertibile con scadenza più ravvicinata assicura un rendimento più elevato essendo indicizzato al tasso ribor annuo più 1.25% che ha assicurato in termini di flusso cedolare il 6.10% mentre le previsioni per il prossimo stacco cedolare sono di circa il 5% e strike 1 euro; il secondo (CV 2004) fornisce una cedola sensibilmente inferiore 1.5% (che valutata rispetto ai prezzi correnti implica un rendimento di circa il 2%) il valore del diritto di conversione è sensibilmente superiore, pur avendo come strike 2.6 euro.In conclusione la valutazione finale è legata alle considerazioni che si faranno in termini di ripresa dell’azione, chi propende per un recupero graduale farà meglio a posizionarsi sulla scadenza più lunga che consente di svincolarsi dalla volatilità del mercato.

Pur ponendo ADB la massima diligenza nell’acquisizione di dati ed elaborazione del servizio, l’Utente prende atto che : le indicazioni fornite nel presente servizio hanno natura di consigli e quindi le decisioni operative che ne conseguono sono assunte in piena autonomia decisionale ed a proprio esclusivo rischio; le analisi e le indicazioni fornite non costituiscono necessariamente un utile indicatore delle prospettive future delle variabili analizzate.

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