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Cuffie avioniche A20 con connettore a 6 poli (LEMO), cavo a spirale, senza Bluetooth

Installazione/Dinsinstallazione

Doppiocliccando sul file Babylon_Italiano.exe il programma inizierà il processo di installazione. Una volta installato, l’icona del traduttore Babylon apparirà sul taskbar nell’angolo destro in basso del desktop di Windows. Per disinstallare Babylon, entrare in Pannello di controllo “Installazione applicazioni” e cliccare su “Aggiungi/rimuovi”.

Basta cliccare con il tasto destro del mouse in corrispondenza di qualsiasi parola che appare sul desktop per ottenere immediatamente la traduzione. Come in questo caso, addirittura dentro una icona sul desktop!

Babylon traduce testi completi?

No, Babylon è solo un dizionario (anche se un dizionario, come vedremo, completissimo) e dunque si limita a tradurre solo parole singole o al massimo modi di dire. E allora a chi può servire? Può servire innanzitutto a chi ha una conoscenza di base della lingua inglese ma spesso si trova in difficoltà perché non capisce alcune parole chiave. Con Babylon basterà posizionarsi con il cursore su queste parole chiave, cliccare con il tasto destro del mouse e subito comparirà una finestrella con le possibili traduzioni in lingua italiana. Un utilizzo magnifico di Babylon riguarda anche gli utenti di riviste shareware come la nostra che trovano sui CD-Rom tantissimi programmi in lingua inglese corredati da menu, a volte molto tecnici, i cui significati non sono sempre trasparenti anche per chi sa bene l inglese.

In tutti i casi il nostro consiglio è di provarlo: ne rimarrete conquistati.

Usare Babylon

Il funzionamento di Babylon è semplicissimo: basta solo puntare il cursore sulla parola che si desidera tradurre (

figura) e pigiare il tasto destro del mouse. La traduzione (con uno o più termini) apparirà immediatamente in un menu a tendina. Per chiudere il rettangolino della traduzione basta cliccare su un’altra area dello schermo. Si possono tradurre parole che non appaiono sullo schermo?

Certo. Basta puntare il mouse su uno spazio vuoto dello schermo e pigiare il pulsante destro (o quello che è stato attivato nel menu di configurazione), digitare la parola che si vuol tradurre nella finestra gialla e pigiare su Invio per ottenerne la traduzione immediata

Come si possono aggiungere parole al dizionario di base?

Se ci sono parole o espressioni che vorreste aggiungere al dizionario di base, basta cliccare sull’icona Babylon, selezionare “Collegarsi al sito”, cliccare su “Suggerisci un termine” e inviare tutti i termini che Babylon non è stato in grado di riconoscere. Tutti i termini suggeriti verranno tradotti nelle future versioni aggiornate e inviati a tutti gli utenti.

Quanto costa il programma?

Nulla! Babylon può essere usato liberamente per 100 giorni ed è aggiornato gratuitamente per gli utenti che lo usano a scopo non commerciale.

Che succede dopo 100 giorni?

Il periodo di prova è di 100 giorni. Se durante questo periodo vi collegate via Internet al sito di Babylon almeno una volta al mese, il periodo di prova viene prolungato e il programma non scade fino ad emissione di una nuova versione. In pratica, in questo momento Babylon è un programma gratuito che per ragioni imperscrutabili viene fatto passare dall azienda produttrice per un trialware.

Come si configura Babylon?

Per poter vedere il menu principale di configurazione, cliccare col tasto destro del mouse sulla icona di Babylon che appare sul taskbar. Le scelte possibili sono le seguenti:

Le voci del menu di configurazione

Attivare/disattivare

Babylon viene temporaneamente disattivato (l’icona cambia da blu a grigio e rimane sul taskbar). Importantissimo per poter recuperare la funzionalità del tasto destro del mouse.

Configurare

Cuffie QC35 – Cuffie wireless

ELIO E LE STORIE TESE

clicca sulle immagini per accedere alla galleria fotografica di Elio e le Storie Tese

CURRICULUM

1989 Dopo anni di gavetta e centinaia di bootlegs sparsi per la penisola (il più famoso è senza ombra di dubbio il celeberrimo “Live in Borgomanero”, esce il primo lavoro del gruppo: “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu”, che comprende le loro canzoni più note al pubblico di fans, tra le quali la famosa John Holmes, brano dedicato alla pornostar dalle incredibili “dimensioni artistiche” e morta di AIDS qualche anno fa.

1990 Esce il mini-album “THE LOS SRI LANKA PARAKRAMABAHU BROTHERS featuring EelST”. Questo album natalizio del gruppo è anche l’album di meno successo. Sono ancor oggi scarse le notizie sui fratelli tamil PARAKRAMABAHU che tanto hanno dato per la causa del complessino.

1992 E’ l’anno di “ITALIAN , RUM CASUSU ÇIKTI”, l’album che consacrerà al successo il gruppo. Per alcuni mesi Pippero e il tormentone Servi della gleba spopolano nelle radio. Un album in cui è netto il salto di qualità (negli arrangiamenti musicali) rispetto al primo lavoro. Il video di Servi della gleba rimane un cult. Quest’album è anche il più ricco di collaborazioni , tanto che l’ultimo concerto della tourneè , tenutosi a Milano e trasmesso da Videomusic, fu un vero trionfo per Riccardo Fogli, Enrico Ruggeri, Mangoni e Sir Oliver Skardy (leader dei Pitura Freska) .

1993 In tutti i loro concerti, Elio e le storie tese sono subissati dalle richieste di brani vecchissimi da parte dei fans di vecchia data. Canzoni mai incise su album. Forse anche per questo motivo il gruppo prepara l’album “Esco dal mio corpo e ho molta paura – gli inediti”. Elio e soci, nell’ ottobre 1993 convocano un manipolo di seguaci ed amici agli studi Regson di Milano e danno vita a questa raccolta live di brani inediti . Il risultato può piacere o meno, ma per chi ama veramente EelST è un disco imperdibile.

1996 Il gruppo fa la sua prima e unica apparizione a San Remo, rompendo tutti gli schemi del mortorio sanremese. Oltre allo stracitato “terzo braccio” con il quale Elio appare nella seconda serata, la sera finale li vede negli abiti dei “Rockets”, famoso gruppo degli anni che furono. I ragazzi presentano la canzone “La terra dei cachi”, che si piazza al secondo posto, ma probabilmente al primo nel cuore degli italiani, che per mesi la canteranno e la ascolteranno ovunque e in tutte le salse. Poco dopo, esce l’album “EAT THE PHIKIS2. In questo disco il gruppo esplora nuove sonorità e nuovi generi : dalla techno di Lo stato A , lo stato B all’ hard rock di Omosessualità , dalla canzone popolareggiante Li immortacci ai ritmi latino americani di El pube . Contiene anche una ghost track con varie cose nascoste…la consacrazione di un successo che dura da ormai molti anni.

1997 Esce il primo album antologico del gruppo: “Del meglio del nostro meglio Vol. 01”. Contiene i più grandi successi, molti dei quali rivisti e corretti, e due brani inediti: “L’astronauta pasticcione” e “L’eterna lotta tra il bene e il male”.

1998 Il 3 dicembre del 1998 esce il cofanetto “PERLE AI PORCI”, raccolta dei primi quattro album del gruppo con l’aggiunta di un CD inedito: PEERLA, che contiene chicche , inediti e canzoni precedentemente pubblicate su cd singoli . Pochi giorni dopo, durante un’esibizione con il gruppo “Biba Band”, muore il sassofonista del gruppo, l’incredibile e poliedrico Paolo Panigada (Feiez).

1999 A maggio esce l’album CRACCRACCRICRECR. Il primo album del dopo Feiez divide inizialmente i fans del gruppo. L’umorismo del gruppo si è fatto più sottile, per certi versi più amaro. Non è un brano da “primo ascolto”, e infatti dopo i primi giorni i fans si ricompongono e quasi tutti vedono il lavoro sotto una nuova luce, quella del capolavoro. Il disco spazia tra numerosissimi generi, dal rock’n’roll (con una suite molto lunga e di ottima fattura) alla disco music.

1999 A sospresa, nello stesso anno, esce un nuovo album: “TUTTI GLI UOMINI DEL DEFICIENTE”, colonna sonora del film omonimo scritto e diretto dalla Gialappa’s Band.

P.S. La discografia del gruppo è composta anche da una serie infinita di bootlegs, singoli, video, collaborazioni con altri artisti… Per una visione completa vi consigliamo di visitare il sito di Max Kavazzini a questo indirizzo: Elio e le storie tese by Max Kava. E’ il primo sito non ufficiale del gruppi riconosciuto da Elio e le storie tese.

MERCHANDISE

Diffusore SoundTouch 10 wireless

Obbligazione Convertibile Olivetti

Seguendo la scia del piano di riassetto proposto da Tronchetti Provera per Olivetti, ed al maxi-prestito obbligazionario proposto agli investitori procediamo alla valutazione delle precedenti obbligazioni convertibili emesse da Olivetti: OLIVETTI CV ind. 19/02/1998 2002 6,10% e OLIVETTI 2004 CV 1,5% 09/03/2001 2003 1,22% .

In entrambi i casi premettiamo che gli eventuali sottoscrittori difficilmente erano interessati a ricevere il flusso di rendimenti visto che utilizzando titoli di debito alternativi si sarebbe riusciti a strappare qualcosa in più; l’appeal speculativo era ed è quello di poter diventare azionisti di Olivetti a prezzi concorrenziali e cercando di evitare eventuali ripercussioni legate alla volatilità dei mercati. Il nostro orizzonte temporale non è, quindi, di breve termine, dobbiamo operare con un’ottica di medio-lungo ed effettuare anche valutazioni in merito allo stato di salute dell’azienda e ad un possibile rischio credito. Partendo dal presupposto che il mercato ha sempre ragione, effettuiamo un’analisi grafica comparativa dei due strumenti sopra elencati assieme al sottostante, ossia al titolo Olivetti. Nel grafico di sinistra è riportata la serie storica del primo convertibile (1998/2002), nel centrale quella dell’azione Olivetti ed a destra il secondo convertibile (2001/2004). Dateci un’occhiata, nel frattempo introduciamo una veloce valutazione di carattere fondamentale, l’azione Olivetti è rappresentativa di una società con seri problemi di bilancio derivanti da un elevato tasso d’indebitamento, dobbiamo perciò valutare se esiste un rischio di credito che determinerebbe delle perdite in conto capitale. In questo caso valutiamo positivamente il Piano Industriale presentato da Tronchetti Provera, sia in termini di strategie che di contenimento dei costi, essenziali per rilanciare la società puntando sul cash flow dei due gioielli Tim e Telecom per mantenere l’autofinanziamento e soprattutto dismettendo tutto ciò che si allontana dal core business. Fatta questa considerazione, attendiamo la prossima assemblea straordinaria di Olivetti per valutare i termini della nuova emissione da 4 mld di euro e monitoriamo i due convertibili in esame. Facendo un esame grafico vediamo che il grafico sulla sinistra (CV 1998-2002) ha accennato soltanto un rimbalzo nell’ultima ottava mentre la reazione del secondo (CV 2001/2004) è stata più incisiva. La valutazione è legata ai tempi di ripresa della società Olivetti, quantificabile in almeno tre/quattro anni, quindi, essendo l’obiettivo quello di diventare azionisti della società si attribuisce maggiore probabilità che questo si verifichi nel secondo caso. Operativamente potrebbe essere conveniente puntare sul secondo di questi convertibili(CV 201/2004) visto che hanno perso gran parte del loro valore rispetto alla sottoscrizione e che le prospettive di crescita della holding di Ivrea sono interessanti nel medio termine. Proseguendo l’analisi in termini fondamentali si evince che il convertibile con scadenza più ravvicinata assicura un rendimento più elevato essendo indicizzato al tasso ribor annuo più 1.25% che ha assicurato in termini di flusso cedolare il 6.10% mentre le previsioni per il prossimo stacco cedolare sono di circa il 5% e strike 1 euro; il secondo (CV 2004) fornisce una cedola sensibilmente inferiore 1.5% (che valutata rispetto ai prezzi correnti implica un rendimento di circa il 2%) il valore del diritto di conversione è sensibilmente superiore, pur avendo come strike 2.6 euro.In conclusione la valutazione finale è legata alle considerazioni che si faranno in termini di ripresa dell’azione, chi propende per un recupero graduale farà meglio a posizionarsi sulla scadenza più lunga che consente di svincolarsi dalla volatilità del mercato.

Pur ponendo ADB la massima diligenza nell’acquisizione di dati ed elaborazione del servizio, l’Utente prende atto che : le indicazioni fornite nel presente servizio hanno natura di consigli e quindi le decisioni operative che ne conseguono sono assunte in piena autonomia decisionale ed a proprio esclusivo rischio; le analisi e le indicazioni fornite non costituiscono necessariamente un utile indicatore delle prospettive future delle variabili analizzate.

COPYRIGHT by A.D.B. S.p.a.

Collegamento di una TV al sistema musicale Wave®

Uso del tu e del voi per ridurre le distanze

Pochi pronomi relativi e prevalenza del che per snellire il discorso

Utilizzo della prima persona plurale nei siti aziendali: il nostro sito, la nostra homepage (vedi AAPS informatica)

Uso dell’articolo determinativo con valore di relativo, eredità del linguaggio pubblicitario: DEVILDAN_Quello che stavi aspettando; Il sito del Derfo; I prossimi appuntamenti; Divino.it I migliori vini a casa tua;

In altri casi l’articolo può essere omesso, come negli elenchi di link: Iniziative; Archivio; questo accade spesso anche nel nome del dominio del sito: Pesto.net; Fegato.com;

Articoli troncati: ‘na mail

Utilizzo di nomi propri e non sincopati o abbreviati o acronimi: Ale; Gianlu; Derfo; NRHQ; A.A.P.S.; info;

Uso di sinonimi per evitare ripetizioni;

Abbondanza di aggettivi dimostrativi, soprattutto nelle home page: questo sito; qui troverete; clicca qua;

Limitazione degli aggettivi a quelli indispensabili;

Superlativi e iperboli: facilissimo da usare, velocissimo da scaricare, mitico; diminutivi e affettivi: simpatico complessino; birbantelli;

Verbi imperativi e di cortesia: Clicca!; Accedi!; Entra; scarica; fatevi un giro!;

Uso dell’infinito : Per soddisfare; ridurre le spese;

Metodi usati dalla stampa giornalistica: frasi uninominali, modi impliciti;

Prevalenza dell’indicativo presente: I principali musei di Roma prolungano l’orario; L’A.A.P.S. incentra…;

Omissione degli ausiliari essere ed avere : Il sabato 80 luoghi aperti fino alle 23;

Particolare utilizzo di maiuscole corrispondenti ad un grido ed usate per mettere in evidenza il testo : CLICCA QUA!; FIRMA; GUARDA; TUTTO OK!;

Le maiuscole possono anche comparire nell’elenco dei link. In altri casi si tratta di grafie non ancora stabilizzatesi o neoconiazioni espressionistiche: LinksOnline (da artique.it), Web o web, internet o Internet HTML o html (qui l’ambiguità si risolve nell’indice del formato di un file che va minuscolo, ad esempio: grammatica.html);

Termini non ancora stabilizzatisi nella grafia: Home Page, homepage, sitemap, site map; on line, on-line; online, web-cam e webcam;

Incertezze sul plurale di parole straniere: tool e tools, link e links (orientamento su link), logo e loghi (logos sarebbe troppo razionale); i webs;

Grafie particolari e fonematiche: newz, creditz, accatiemmeelle spesso adattamenti di pronuncie inglesi allo scritto italiano: ueb e uebb (vedi Del Meglio Del Nostro Uebb), Rock4all, Uollstrit, imeil, imeilmi, niusletter, clicka e clikka;

Parole ricorrenti con grafie particolari: Kwradio, Kwcinema (vedi Kataweb)

Errori grammaticali voluti per attirare l’attenzione: merqurio.it;

Frequente ricorso al genitivo sassone inglese: Ale’s homepage, Roby’s homepage; (spesso si verificano fraintendimenti della grammatica inglese, come: Davide D’Amico home page’s)

Scomparsa, almeno nei nomi di dominio, delle spaziature tra le parole e delle maiuscole, che potrebbero provocare errori: www.mestierediscrivere.it; www.attacchidipanico.it; www.giornalilocali.it;

Incertezze sul genere: Internet (maschile o femminile?); le clipart, i clipart; il webmaster, la webmistress o la webmaster(?);

Trattini di separazione fluttuanti: e-mail ed email, on-line ed online, log-in ed login;

Termini per salutare e incominciare la comunicazione: Ciao!; Benvenuti nel mio sito!;

La punteggiatura privilegia il punto fermo e la pausa decisa. Il punto e virgola genera ambiguità ed è raramente usato. Si ha l’utilizzo ridondante di segni paragrafematici: (!?) e riduzione di altri (;,)

Abbondante uso di punti esclamativi: scarica!; novità!; gratis!!!

Aumenta il numero delle sottolineature con valore di link;

Uso diffuso dei due punti e dei punti elenco nella presentazione delle tabelle e negli elenchi;

Cuffie QuietControl 30 wireless: Cuffie con riduzione del rumore

di Roberto Ortolan

TREVISO – È sempre più forte il sospetto che a Treviso esista un “clan di pedofili”, pronto ad adescare ragazzine e ragazzini per ottenere prestazioni sessuali e soddisfare le proprie manie sessuali da orchi. È quanto emerge dall’inchiesta della Polizia Trevigiana, coordinata dal commissario Roberto Della Rocca e dal pm veneziano Giovanni Zorzi, che ha portato all’arresto del gioielliere Mario Riccardo Caccavale, 67 anni, di Treviso, e dell’amministratore dell’azienda di elettronica Rt Sistem Ennio Costa, 65 anni, originario di Trichiana e attualmente agli arresti domiciliari a Trevignano. Lo dicono a denti stretti gli inquirenti della Polizia, ma hanno la chiara sensazione che Costa e Caccavale rappresentino la punta di un iceberg. In tanti, se non proprio complici, avrebbero saputo e tollerato le abitudini sessuali “estreme” dei due commercianti.

I MINORI – Distinte le ragnatele tese dai due presunti orchi Caccavale e Costa che non avevano per obiettivo solo ragazzine e ragazzini stranieri. Approcci sarebbero stati riservati anche a minorenni italiani (almeno due femminucce e un 15enne). Otto le denunce formalizzate, alle quali si devono aggiungere dodici segnalazioni. Scoperti anche dieci tentativi di “adescare” minori con la lusinga o la promessa di piccole somme di denaro. Ma secondo la Polizia, che ha scoperchiato atti sessuali con minorenni a partire dal 2007, le baby vittime potrebbero essere molte di più. L’appello? «Fatevi coraggio e venite a denunciare.

CACCIA AI COMPLICI – Per questo gli inquirenti stanno interrogando nuovamente i ragazzini e controllando i traffici di sms sui cellulari dei due presunti orchi e delle vittime. L’obiettivo? Identificare tutta una serie di persone che si muovono in una zona grigia e che, pur sapendo quanto accadeva in centro a Treviso, hanno taciuto, probabilmente per il proprio tornaconto. Ora toccherà agli inquirenti capire quando sia profonda la presenza e quanto abbia attecchito il presunto “clan di pedofili” che abitualmente cerca lusingare bambini e bambine, per convincerli a fare sesso. Sono loro l’obiettivo al quale puntano i poliziotti della Mobile, che vogliono smascherarli.

PEDOPORNOGRAFIA – «Non ci sono né immagini né foto dei due indagati con minorenni né altro materiale pedopornografico», lo ha chiarito ieri il commissario Della Rocca. Il computer di Caccavale, sequestrato a luglio non conteneva file proibiti. Nell’abitazione di Caorle del gioielliere non ci sono mai stati incontri sessuali con minorenni né sono stati trovati prove utili all’inchiesta.

GADGET EROTICI – Diverso il risultato della perquisizione nella casa di Costa. I poliziotti, oltre a un filmato nel quale il commerciante si “esibiva” in pratiche sessuali estreme con adulti (perciò penalmente irrilevante, ndr), hanno anche trovato e sequestrato quella che è stata definita una “cassetta con gli attrezzi del mestiere”. Si tratterebbe di gadget erotici che si possono trovare in un qualsiasi sexy shop ma che hanno avuto un peso determinante per l’inchiesta sugli abusi patiti da una ragazzina straniera.

PISTA PADOVANA – Il filmato trovato a casa di Costa ha portato a una perquisizione a Padova, dove a casa di un 49enne, patito di ogni tipo di sesso “spericolato”, sono stati sequestrati un migliaio di filmati hard amatoriali (48 cassette, 880 dvd e 110 cd) in alcuni dei quali compariva anche Costa. Però nessuna immagine pedopornografica penalmente rilevante.

ACCUSE A CACCAVALE – Al gioielliere gli inquirenti contestano undici distinte condotte fuorilegge: tre riconducibili alla violenza sessuale, otto all’induzione della prostituzione minorile. A una dodicenne – per l’accusa – avrebbe dato dai cinque ai 10 euro per toccarle le gambe e il sedere, nonché per abbracciarla e baciarla. Alla stessa avrebbe anche promesso cento euro: «Se vieni a trovarmi a casa da solo». Avrebbe inoltre costretto una 17enne a farsi baciare sulla bocca. Cosa che avrebbe cercato di fare con un minore. Mentre un altro l’avrebbe pagato, riuscendo a toccarlo e a farsi accarezzare. In otto casi avrebbe lusingato, con denaro e altre promesse di gadget alla moda, ragazzini e ragazzine (alcuni oggi sono maggiorenni, ndr) per indurli a compiere atti sessuali.

L’ACCUSA A COSTA – Agghiacciante e disgustosa: regalandole 150 euro – per l’accusa – avrebbe indotto una 13enne a compiere atti sessuali estremi, utilizzando anche gadget hard e pratiche sadomaso. Avrebbe anche più volte pagato la stessa 13enne dai 60 ai 70 euro per convincerla ad avere rapporti sessuali completi. Proposito non riuscito perché la ragazzina, intascato il denaro, non si presento mai agli appuntamenti.

IN CARCERE – Il giudice ha ritenuto idonea la misura cautelare in carcere del gioielliere, nonostante fosse incensurato, non tanto perché avrebbe potuto “circuire” altre bambine né perché socialmente pericoloso, ma perché, dopo la perquisizione di luglio 2011, aveva contattato le baby vittime degli abusi sessuali per convincerle a dire bugie e di conseguenza a inquinare le prove. Le attenzioni sessuali nei confronti dei minori, pur non rientrando nella pedofilia in senso stretto, farebbero pensare che Caccavale – per il giudice – è vittima di una sindrome patologica definita “efebofilia” (attrazione verso non adulti).

AI DOMICILIARI – Sebbene dedito a pratiche sessuali estreme e riprovevoli (nonché responsabile di un abuso gravissimo su una 13enne) Costa, secondo il giudice, non avrebbe rappresentato un serio pericolo per altri bambini o bambine. Sebbene “malato di sesso” il commerciante d’elettronica non avrebbe inoltre tentato in alcun modo di inquinare le prove. Determinante il fatto che il 65enne di Trevignano, a parte quell’unico episodio di violenza sessuale su una 13enne, non avesse mai dimostrato perversioni patologiche nei confronti del sesso con bambini.

Domenica 20 Novembre 2011 – 16:18 Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Novembre – 19:20

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Diffusore SoundLink Color Bluetooth II

di Monica Andolfatto

VENEZIA – Nel tessere la tela su cui si sviluppa l’appaltopoli in salsa nostrana, il geometra Domenico Ragno, classe 1954, pugliese di origine, ma ormai veneziano d’adozione con casa a Meolo, riveste un ruolo definito di “primazia”. In svariate occasioni è lui che “aggancia” quello che sarà il futuro corruttore. Risulta anche dalle dichiarazioni dell’imprenditore Alessandro Gambaro. Il sandonatese racconta così la sua affiliazione al cartello delle ditte che in Provincia godevano di una corsia preferenziale nell’affidamento delle opere. La conoscenza fra i due avviene mentre Gambaro sta eseguendo in subappalto dei lavori concernenti il liceo “Montale” di San Donà affidati alla Boato Costruzioni: «Ragno mi disse che nei giorni successivi avrei ricevuto un’assegnazione di altra gara che sarebbe arrivata per posta all’indirizzo della mia azienda. Preciso che si trattava della gara per il rifacimento dei bagni della caserma dei Vigili del fuoco di Portogruaro. In relazione a tale gara io non avevo presentato alcuna offerta. Iniziò così il mio rapporto con il geometra Ragno e con la Provincia di Venezia».

IL CAPPIO – Un rapporto stabile e duraturo che nel tempo si trasforma in una sorta di cappio al collo per le continue richieste di “extra” da parte del tecnico. Tanto da spingere Gambaro, convocato dalla Guardia di Finanza nell’ambito delle indagini che stavano stringendo il cerchio attorno alla “cricca”, quasi a uno sfogo liberatorio. Non ce la fa più a sostenere le pretese del geometra e se ne lamenta anche con il diretto superiore di Ragno, ovvero l’ingegner Claudio Carlon, che gli promette un intervento moderatore evidentemente non andato a a buon fine. Gambaro spiega agli investigatori che le richieste di prestazioni, favori, e regalie sono diventate da ultimi insostenibili, troppo vincolanti, troppo onerose e persino moralmente sconvenienti: «Ero costretto a fare anche da autista, a pagare sistematicamente i pranzi a Ragno e ai suoi collaboratori. Per i lavori svolti a Meolo non ha neppure fatto il gesto di pagarmi i costi vivi delle opere eseguite».

FUORI DAL GIRO – E quando si ribella, rifiutandosi di pagare la “mazzetta” del 3% sugli importi ricevuti dalla Provincia, viene di fatto estromesso dal “giro”. «Non sono stato più chiamato né come componente del Consorzio né come singolo imprenditore a svolgere lavori per l’Ente pubblico. Desidero ribadire che quando Spolador mi invitò a versare il 3% precisò che erano somme che servivano per far ottenere al Consorzio i lavori banditi dalla Provincia». Il Consorzio cui fa riferimento Gambaro è il Tecnoedil, quello composto dalle 17 imprese “di fiducia”, all’interno del quale Rino Spolador, titolare della Rg Impianti di Salzano, è il punto di riferimento, una sorta di deus ex machina che regola e gestisce i collegamenti interni ai i soci e fra questi e i funzionari corrotti di Ca’ Corner. Interessante anche il fatto che la precisazione fatta da Spolador circa la causale del 3% avvenga verso la fine del 2009, quando Gambaro era già stato “ascoltato” dalle Fiamme Gialle.

I BENEFIT – È sempre Ragno «molti anni fa, circa quindici» ad avvicinare Mario Pacella, titolare dell’omonima impresa di costruzioni di Jesolo, chiedendogli di restaurare il suo appartamento e di fare la ripassatura del tetto del condominio a Meolo: «Per le parti condominiali, da parte dei condomini, sono stato pagato tramite Ragno. Ma non fui pagato della sua quota e dell’appartamento». E Pacella aggiunge: «Lavorando con la Provincia speravo in qualche modo che avrei recuperato il dovuto. Tali lavori comunque non furono mai fatturati». Poi la chiamata in correo anche di Carlon. Riferendosi a entrambi i funzionari con incarichi apicali a Ca’ Corner nel Settore Edilizia, Pacella spiega: «Costoro in sostanza hanno ricevuto regalìe di vario genere nell’ambito della loro attività istituzionale. Sospetto che altri imprenditori loro amici abbiano dato molto di più del sottoscritto, perché quando ho realizzato che si stava esagerando ho ritenuto di voler denunziare i fatti».

LAVORI IN CASA – Pacella sostiene i costi dei lavori di ristrutturazione, ampliamento, rifacitura tetto, tettoie per i parcheggi, marciapiedi, caminetti, bagni, garage, nella villa di Budoia che Carlon ha ereditato dai genitori. È il 2004. Ma nella residenza interverrà anche nel 2005, nel 2006, nel 2007, nel 2008 e nel 2009. «A fronte dei lavori ho emesso varie fatture. La richiesta iniziale di Carlon era che avrei incassato assegni e restituito la somma in contanti defalcato dall’Iva. In sostanza ho restituito in contanti a Carlon, nelle sue mani, nel suo ufficio poco più di quarantamila euro. Successivamente ho interrotto le fatturazioni in quanto i miei rapporti con Carlon si inasprirono».

IL SALDO TARDIVO – Nell’aprile 2010 l’inattesa convocazione di Carlon a Budoia di Pacella col figlio Massimo. Il dirigente da alcuni mesi è andato in pensione. È sabato. Il motivo? Vuole sistemare la contabilità dei lavori svolti negli anni precedenti. «Sono rimasto sorpreso – ammette Pacella – anche perché in precedenza non era assolutamente sua intenzione pagarmi, tanto che una fattura emessa nel 2008 era stata stornata perché non pagata. È evidente che ero condiscendente a fare tali opere private a titolo gratuito per non essere totalmente estromesso dalla concessione dei lavori provinciali». Un “ravvedimento” tardivo quello di Carlon che avviene quando l’ex dirigente ha già appreso di essere nel mirino delle Fiamme Gialle – la notifica della proroga indagini risale a due mesi prima – e sa che Pacella ha svuotato il sacco: lo dice chiaramente nella telefonata intercettata dai militari il due febbraio.

IL TANDEM – Carlon-Ragno, un tandem collaudato. Quando Pacella si rifiuta di corrispondere diecimila euro a Ragno per assicurarsi la ristrutturazione della caserma dei pompieri di Portogruaro e dell’Itis di San Donà di cui ha regolarmente vinto la gara, il 29 settembre 2009 Carlon al telefono gli spiega: «Va bene Mario … purtroppo adesso le regole le fa chi paga». E così Pacella paga per non essere cacciato via: in contanti, in piccole tranche da mille e duemila euro consegnati sia presso i cantieri che negli uffici provinciali di terraferma in via Hermada a Mestre.

Sabato 05 Febbraio 2011 – 23:34 Ultimo aggiornamento: Lunedì 07 Febbraio – 02:03

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