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AGGIORNAMENTO

Volo 111 Swissair: è con grande dolore che vi informo di un lutto nella famiglia avventista. Lo studente universitario Monte Wilkins è deceduto la settimana scorsa nel disastro aereo del volo 111 della Swissair al largo della costa della Nuova Scozia, in Canada. Monte era partito dal sud della California diretto a Collonges in Francia. Monte si era diplomato presso la Mount Ellis Accademy ed aveva frequentato il Walla Walla College, dove si era specializzato in campo amministrativo. I suoi genitori, David e Janet Wilkins, sono membri della comunità di avventista californiana di Calimesa. Preghiamo per la famiglia di Monte e per i loro congiunti mentre affrontano questa terribile tragedia.

Guardando a Iguacu: per preparare il prossimo Consiglio Autunnale che avrà luogo a Foz du Iguacu in Brasile, il Comitato direttivo della Conferenza Generale si è riunito la settimana scorsa e questa corrente, per complessive otto ore, con un preciso scopo: fare un’ attenta valutazione e discutere la missione ed i risultati ottenuti da ogni dipartimento della Conferenza Generale. Nel Consiglio Annuale di quest’anno, i dirigenti dei dipartimenti della Conferenza Generale si riuniranno in piccoli gruppi insieme al Comitato Esecutivo della Conferenza Generale per continuare questa discussione e valutare come i dipartimenti della Conferenza Generale possono ottimizzare il loro contributo verso il campo mondiale. Da questi incontri, verrà un mandato atto a difinire più chiaramente il ruolo della Conferenza Generale nella realizzazione del mandato affidato da Dio alla sua chiesa.

Il primo congresso delle Donne che ha interessato due Divisioni, ha avuto luogo in Tailandia. Recentemente Ardis Stenbakken, Direttore alla Conferenza Generale del Ministero delle Donne, mi ha scritto una e-mail dandomi la bella notizia che Linda Koh (della Divisione SSD) e Mary Wong (della Divisione NSD), Direttrici del Ministero delle Donne, hanno unito le esperienze e le capacità delle loro rispettive Divisioni per organizzare questo storico incontro nella città di Chiang Mei, nel mese di agosto. Oltre 600 donne provenienti dalla Corea, dal Giappone, da Taiwan, da Hong Kong, dalle Filippine, dall’ Indonesia, dallo Sri Lanka, da Mynmar (ex Burma), dalla Malesia, da Singapore, da Guam-Micronesia e dalla Tailandia, hanno partecipato al congresso. Il programma comprendeva la presentazione di programmi di successo del ministero delle donne, testimonianze e seminari. Si è concluso con un atto di consacrazione che ha sfidato ogni donna a tornare nel proprio paese e sviluppare dei ministeri pieni di vita per Cristo.

CHIARIMENTI SULLA FEDE

Il Canone dell’Antico Testamento (cont.). Nella precedente puntata, abbiamo esaminato il primo dei tre possibili momenti – quello della Torah – nello sviluppo del Canone dell’Antico Testamento. La seconda sezione importante, secondo il Talmud, è la raccolta dei “Profeti” (Nebi’im). E’ divisa in due parti: (1) i profeti precedenti, o libri storici: Giosuè, Giudici, Samuele (che era un solo libro, non diviso come nelle nostre Bibbie), i Re (anche un solo libro), e i profeti successivi: Isaia, Geremia, Ezechiele e i Dodici. I profeti minori erano considerati come un solo libro, dato che nella prima edizione del codice, nel I° secolo d.C. essi erano scritti in un unico rotolo. Senza dubbio gli scritti dei profeti venivano raccolti e conservati con cura appena erano stati scritti. Nessuna formale dichiarazione di canonicità era necessaria (o quanto meno conosciuta a quel momento), dato che per i devoti israeliti gli scritti di un profeta erano divinamente ispirati, e quindi vincolanti per la fede e la pratica. La terza sezione, chamata “gli Scritti” (Kethubim), contiene undici libri: i libri poetici: Salmi, Giobbe e Proverbi, i cinque rotoli (Megilloth) Rut, Cantico dei Cantici, Ecclesiaste, Lamentazione e Ester, oltre ai libri storici: Daniele, Esdra/Nehemia (un unico libro), e le Cronache (Un unico libro). In tutto, secondo il Talmud, il canone ebraico contiene ventiquattro libri. Molti dei libri della seconda e della terza sezione sembrano aver ottenuto il riconoscimento di canonicità al tempo di Nehemia. Nel 2° libro dei Maccabei 2:13, viene detto che Nehemia “fondò una biblioteca e vi raccolse libri riguardanti i re e i profeti, e gli scritti di Davide e le lettere dei re relative ai doni votivi”. Le “lettere dei re relative ai doni votivi” possono essere quelle riportate in Esdra 6: 3-7:26 (F.F. Bruce, “The Canon of Scripture”, 1988, pag. 38). Le più antiche allusioni ad una divisione in tre sezioni dell’ Antico Testamento, risalgono al 130 circa a.C. In quel tempo, il nipote dell’autore del libro dell’ Ecclesiastico, o la sapienza di Gesù, figlio di Sirach, scrisse un prologo al libro di suo nonno nel quale si riferisce “alla legge, i profeti, e gli altri libri dei nostri padri”. Pur non indicando quali libri vi fossero inclusi, indica tuttavia che una sorta di canone era stato stabilito nel secondo secolo a.C.

Robert S. Folkenberg

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ROMA (5 settembre) – Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è intervenuta al Workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio con un duro affondo nei confronti della politica del governo sull’economia, sostenendo che all’esecutivo mancano la visione e la volontà per puntare sulla crescita economica del Paese. Sempre a Cernobbio il ministro Tremonti ha replicato sarcastico alle affermazioni di Mario Draghi, che l’altro giorno ha sostenuto come l’Italia dovesse fare come la Germania.

«Ci sono alcune iniziative – ha detto la Marcegaglia – ma sono spot. Non c’è una visione e una volontà di lavorare veramente su tutti i punti che riguardano la crescita». Per la Marcegaglia è invece «essenziale concentrarsi sulla crescita. Noi stiamo crescendo troppo poco. Chiediamo formalmente che ci sia questo nuovo punto all’ordine del giorno del governo. E’ venuto il momento di passare dalle parole ai fatti. Bisogna occuparsi di crescita». Il presidente di Confindustria ha sottolineato come la Germania vada verso un 2,5% di crescita, mentre noi sì e no cresceremo di un 1%. «I punti sono quelli indicati da noi qualche mese fa – ha ricordato – e indicati da Tremonti e cioè ricerca, infrastrutture, burocrazia, scuola». Il presidente di Confindustria ha poi rilevato che bisogna «abbandonare la logica di fare del bilancio pubblico una specie di compensazione per tutti i problemi sociali: la riduzione del deficit e di conseguenza delle tasse deve essere una costante che rimane anche se cambiano i governi e per questo è necessario metterla nella Costituzione».

Nuovo patto sociale su salari e produttività. «Dobbiamo fare un nuovo patto sociale» con l’obiettivo di «aumentare i salari se però uniti ad una maggiore produttività delle aziende – ha aggiunto la Marcegaglia – La coesione sociale si è tenuta nella crisi tutto sommato e ora dobbiamo fare un nuovo patto sociale il che significa migliorare la produttività delle nostre imprese, la capacità di stare sul mercato: questo significa aumentare i salari facendo partecipare i lavoratori ai risultati delle imprese. Con la revisione della riforma contrattuale del 2009 abbiamo tracciato la strada, ora si tratta di seguirla». Marcegaglia ha inoltre rilevato che «non basta lavorare solo sul contratto nazionale» perché «le realtà sono diverse e bisogna andare azienda per azienda».

In Italia su imprese e lavoratori pesa una pressione fiscale troppo elevata. Emma Marcegaglia ha sottolineato che «la pressione per chi paga le tasse è troppo alta, soprattutto per le imprese e i lavoratori».

«Dire che bisogna fare come la Germania è superficiale, è roba da bambini». Così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti nel suo intervento risponde al governatore della banca d’Italia, Mario Draghi, che a Seul aveva detto che per crescere di più «l’Italia deve diventare produttiva e competitiva come la Germania». «Non ci vuole un genio che ci dica che dobbiamo fare come la Germania – ha aggiunto Tremonti – Abbiamo la seconda manifattura in Europa e sappiamo che il nostro pil è fatto sotto i 100 addetti dove la Germania c’è già e cioè intesa come una koinè di capitale e lavoro. Cerchiamo di essere meno superficiali possibili, evitiamo questa retorica». Ci dicono che «non facciamo più come l’Inghilterra? E quando mai abbiamo fatto come l’Inghilterra? Piuttosto la grande discussione non è tra modello tedesco e modello inglese perchè in Europa la grande questione è che modello economico vogliamo: ci sono due modelli ‘export led’ oppure quello Delors cioè opere pubbliche, investimenti pubblici, domanda pubblica fatta anche con emissione di debito». Secondo il ministro «questa è la grande questione: vogliamo un modello export led o vogliamo un modello più equilibrato che contenga anche investimenti pubblici in energia, in ricerca, in difesa. È difficile, molto difficile ma è una delle grandi questioni».

«Certamente un ministro dello Sviluppo economico serve. Però voglio dire a chi chiede una politica industriale che la programmazione non sempre è lungimirante. Negli anni ’70 furono dichiarati maturi i settori della moda e dell’arredamento, non era una valutazione lungimirante- ha proseguito Tremonti – La politica industriale viene fatta sentendo anche il governo, il Parlamento e tutti i soggetti che possono partecipare alla discussione. Ogni idea in più è benvenuta».

«Dobbiamo fare il nucleare – ha detto tra l’altro il ministro – Tutti dicono che l’Italia è un po’ debolina sul Pil: noi competiamo con paesi che hanno il nucleare. Voglio vedere chi ha davvero il coraggio di dire no del tutto».

«Nessun attacco e nessuna allusione. Semplicemente un richiamo alla realtà e al buon senso». Così Tremonti ha precisato all’Ansa le parole usate nel suo intervento al workshop Ambrosetti di Cernobbio. «Quasi dappertutto in Italia la Germania c’è già – ha aggiunto il ministro – non c’è più tempo, non c’è più spazio per la polemica e per la personalizzazione».

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Mercedes Nuova Classe E

Si sapeva ormai da oltre un anno della sua sostituzione e la marca di Stoccarda ha scelto la cornice della rassegna belga per introdurre la nuova generazione della Classe E che non apporta rivoluzioni stilistiche riprendendo le linee della Classe C ed S. In Italia arriva entro marzo ed anticipa quindi di qualche mese la sua eterna rivale, la BMW Serie 5 che vanterà una personalità decisamente più forte, ispirandosi alla nuova ammiraglia 7 . Una sfida tutta tedesca in cui si inserisce pure l Audi A6. Mercedes non ha risparmiato risorse economiche ed umane per questo importante restyling che ha richiesto un investimento superiore ai 2 miliardi di Euro (quasi 4.000 miliardi di lire).

Con una tale cifra i progettisti avrebbero potuto osare maggiormente sul versante stilistico, ma la prudenza è di rigore in un momento così critico e nessuna Casa può permettersi di sbagliare modello, rammentando che il Gruppo tedesco deve già sorbirsi i non entusiasmanti conti della Chrysler e di altre marche controllate.

Creatività dunque frenata e tecnologia alle stelle, segnalando che la nuova Classe E vanta numerosi sistemi elettronici che garantiscono un elevata sicurezza attiva e passiva nonché un gran confort. Fra le chicche troviamo il sistema di frenata elettro idraulico SBC (Sensotronic Brake Control),ereditato dalla SL, il controllo elettronico di stabilità ESP (Electronic Stability Program) e le sospensioni pneumatiche a regolazione elettronica AIRMATIC DC (già presenti sulla S ed a pagamento sulla E). La sagoma è sempre la stessa con un frontale caratterizzato da quattro proiettori ellittici frontali e reso più aggressivo inclinando fari e griglia del radiatore. La qualità della vita di bordo è esaltata dal nuovo impianto di climatizzazione a quattro zone, denominato “THERMOTRONIC”, che offre ad ogni passeggero la temperatura desiderata. Il pilota può contare su un sedile che lo avvolge perfettamente grazie ad una infinita serie di regolazioni, assicurando un eccellente contenimento laterale. Degna di nota la presenza di innovativi pannelli solari, posti sul tetto, che forniscono l’ energia elettrica necessaria a far funzionare la ventola del climatizzatore che mantiene fresco l’ abitacolo.

I propulsori La nuova Classe E è offerta inizialmente in cinque motorizzazioni: tre a benzina (a sei e otto cilindri) e due diesel (a quattro e cinque cilindri) con scuderie più che adeguate alla mole della vettura. I benzina vanno infatti dai 177 cavalli ai 306 del 5000 V8, mentre la coppia a gasolio (CDI 2.2 e 2.7) custodiscono rispettivamente 150 e 177 cavalli. La seconda generazione di motori CDI debutta dunque sulla nuova Classe E, registrando che la E 270 CDI vanta una coppia massima di 425 Nm.

Mac OS X 10.2

La festa è stata realizzata grazie al contributo delle aziende produttrici di prodotti enogastronomici maremmani.

Produttori

Delizie gastronomiche del mare e della terra, pasta all’uovo e formaggio pecorino, secondo le antiche tradizioni toscane, fanno della COPAIM un’azienda che, con impegno, cerca di soddisfare le più raffinate esigenze dei consumatori italiani e stranieri.

Dalle verdure grigliate e brasate ai diversi tipi di olive, alle svariate insalate di mare.

Dalla pasta ripiena e non, prodotta con antichi metodi artigianali, al classico pecorino D.O.P. ai pecorini più morbidi, ai formaggi di latte di pecora e mucca, al ravaggiolo e alla ricotta.

Quattrocentocinquanta ettari a sud di Grosseto in un’area pedo-collinare immersa nella “macchia” tipicamente maremmana.

La Parrina ha un’estensione viticola di soli 65 ettari dove si produce, in un’area molto raccolta e limitata, uva a bacca rossa e bianca.

Il riconoscimento DOC per il Parrina Rosso e Bianco risale al lontano 1971 ma due successive modifiche, nel 1986 e nel 1993, hanno riconosciuto prima le tipologie del Rosato e del Rosso Riserva e poi la possibilità di aggiungere nell’uvaggio vitigni quali il Cabernet e il Merlot per i rossi, lo Chardonnay e il Sauvignon per i bianchi.

La Cantina di Capalbio dal 1961 propone una selezione attenta della sua produzione. Vini unici come la D.O.C. Ansonica Costa dell’ Argentario o la D.O.C. Capalbio nelle sue diverse tipologie, ma anche proposte innovative come il Sangiovese Poggio de’ Lepri. Da assaporare ancora il Matrè bianco frizzante naturale e i pregiati distillati d’Ansonica o il caratteristico Vin Santo e lo Spumante.

Le uve di questo comprensorio, sono quelle previste dai disciplinari di produzione della D.O.C. Capalbio nelle tipologie Rosso, Riserva, Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Rosato, Vermentino, Bianco e Vin Santo, della D.O.C. Costa dell’Argentario Ansonica e delle I.G.T. Rosso e Bianco Maremma Toscana.

L’Azienda Bruni è situata nel cuore della maremma Toscana, e si estende per 54 Ha, di cui 20 dedicati a vigneto sui dolci colli, tipici di questa zona.

Il vino è l’attività primaria, l’Azienda produce e commercializza oltre 3000 ettolitri l’anno, venduti sia in Italia che all’estero. La produzione, in relazione alla sua posizione geografica, si articola su due zone di denominazione d’origine, il Morellino di Scansano D.O.C e il Capalbio D.O.C.

L’Azienda sta facendo forti investimenti per rimodernare le proprie strutture e costruire due nuove cantine, con l’obiettivo di unire la qualità e la tradizione.

LIQUORI CAPALBIO

È una fabbrica artigiana, come dice il proprietario Giancarlo Cipriani, il suo laboratorio è nelle vicinanze del Borgo di Capalbio e da cui deriva il nome.

La produzione, rigorosamente artigianale, ha delle caratteristiche di spiccata qualità e i suoi prodotti di punta sono la grappa di Tiburzi, l’amaro di Tiburzi e il mirto di Capalbio, ottimo digestivo maremmano, ma si produce anche il limoncello e le creme di liquori. Nella via centrale del vecchio Borgo di Capalbio c’è il Punto Vendita dove si può degustare l’intera gamma dei distillati.

AZIENDA LA BARONCELLA

Tra il paese di Montemerano e le Cascate di Saturnia troviamo la Baroncella, un’Azienda tradizionale a conduzione familiare di Secondo Cresini. La Baroncella non è solo un accogliente Agriturismo ma anche un rinomato centro di produzione di “Rosso Vivo” e di tutta una serie di prodotti come l’olio extravergine e le marmellate, fatte con amore e attenzione puntando su qualità e genuinità.

TENUTA ROCCACCIA

Tra il paese di Montemerano e le Cascate di Saturnia troviamo la Baroncella, un’Azienda tradizionale a conduzione familiare di Secondo Cresini. La Baroncella non è solo un accogliente Agriturismo ma anche un rinomato centro di produzione di “Rosso Vivo” e di tutta una serie di prodotti come l’olio extravergine e le marmellate, fatte con amore e attenzione puntando su qualità e genuinità.

La festa è stata realizzata grazie al contributo di ristoranti maremmani.

Sistemi/Diffusori per l’Home Cinema

Le troppe anime di un popolo

di Tina Tequila

Tanto piu’ indietro guardi, tanto piu’ avanti potrai vedere. Poi dopo molti anni un intellettuale si sarebbe interrogato sul significato di questa frase di Churchill e nero su bianco avrebbe scritto colpe e responsabilita’.

Indietro, sempre piu’ indietro, il dott. Osman Mohamed Abdirahman, per capire una storia che molti somali avrebbero preferito non ascoltare, per raccontare l’unica verita’ possibile, l’unica che avrebbe permesso alle generazioni future di risparmiarsi il genocidio di una guerra civile, l’unica che avrebbe permesso di comprendere il perche’ una tale tragedia avesse riguardato il suo popolo, tollerante e ospitale in fondo quel popolo malgrado le troppe anime diverse, tollerante e ospitale tutto sommato quel popolo per cui far parte di un clan era sinonimo al massimo di pescatore o cacciatore. Una volta. Quando al potere c’era il presidente Aden Abdulle Oman, un buon capo a conti fatti Oman, che dopo gli anni di dominazione straniera a lui sarebbe riuscito quel che ad altri non sarebbe piu’ stato possibile: tenerle unite tutte quelle anime, unite, sotto lo stesso governo.

Solo che poi, dopo la sconfitta dolce delle presidenziali del ’67 e l’assassinio del Dott. Abdirashid cui sarebbe spettato di guidare il secondo governo, al potere era salito un generale e lo aveva fatto nell’unico modo che i generali conoscono quando decidono di intervenire: attraverso un colpo di stato. Era stato allora che le cose avevano cominciato a mettersi nel modo sbagliato. E i clan che un tempo erano soltanto quattro si erano frantumati in numerosi sotto – clan e a loro volta questi si erano suddivisi in ulteriori micro – clan e gruppi di resistenza avevano cominciato ad organizzarsi qua e la’ per il paese, e il generale Siad – per tutti i vent’anni che il regime lo aveva tenuto al suo posto prima che scappasse in Nigeria nel 1991 – aveva risposto nell’unico modo che i generali conoscono quando decidono che e’ venuto il momento di riportare l’ordine: con le persecuzioni e i massacri. Contro gli Issa soprattutto, ritenuti i maggiori responsabili dell’opposizione al governo centrale.

E anche dopo quando i gruppi armati erano diventati oramai una realta’ con cui fare i conti, riconoscibile al mondo, con quel nome Usc che era l’acronimo di United Somalian Congress, e persino un generale, quel tale Aidid, che contando sul suo passato militare aveva portato la rivolta fin dentro la residenza del Presidente, tanto da costringere Siad Barre a riparare frettolosamente in Nigeria, anche dopo le cose non si erano affatto messe per il meglio, che a Aidid si era contrapposto un altro ribelle, Ali Mahdi, e poi sarebbero arrivati i contingenti di pace e i segretari dell’Onu e i tentativi di arrivare a un accordo, e un’altra guerra ad aggiungersi a quella civile, e la comunita’ internazionale era stata capace di fare ben poco con i suoi militari e con i suoi appelli che sarebbe stata la piu’ grande sconfitta dell’occidente quel non essere stati capaci di riunire le forze belligeranti attorno ad un tavolo, e alla fine sarebbero andati via tutti dalla Somalia, caschi blu, segretari, contingenti, e sarebbe rimasto di nuovo nelle mani del nulla quel popolo tollerante e ospitale per cui una volta fare parte di un clan poteva al massimo essere sinonimo di un modo diverso per guadagnarsi da vivere.

Indietro sempre piu’ indietro il dott. Osman Mohamed Abdirahman mentre la sua gente continuava a ammazzarsi e ovunque erano scontri e siccita’ e fame e stupri di massa, e ai generali sarebbero succeduti i figli e infine quel presidente Abdulkassim Salad Hassan arrivato li’ a cercare di mettere ordine dopo dieci anni, un buon capo tutto sommato il presidente Abdirahman che nulla avrebbe comunque potuto contro i signori della guerra, esiliato anche lui dopo meno di un anno, e l’umanista Osman a interrogarsi, comprendere e disegnare sogni, addirittura una lista per punti su quel messaggio in bottiglia spedito via e – mail e sanare i problemi di vecchia data tra i clan, ristabilire la democrazia, rafforzare la lingua e l’identita’ del suo popolo, addirittura una lista metodica, perche’ la sua gente possa imparare di nuovo a guardare avanti.

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Toyota nuovo Land Cruiser

Arriva in Europa la nuova generazione di Land Cruiser. Il nuovo Toyota Land Cruiser nasce come degno successore delle generazioni che lo hanno preceduto, rammentando che sono più di 4 milioni i Land Cruiser venduti nel mondo, con oltre 200.000 clienti solo in Europa.

Al pari di tutti i precedenti modelli la nuova generazione di Land Cruiser non è un semplice Off Road con caratteristiche anche stradali ma unisce alle prestazioni off road del fuoristrada puro, il confort e la qualità superiore della guida di una vera automobile o SUV.

Il nuovo Toyota Land Cruiser sarà disponibile con due carrozzerie a tre e cinque porte ed equipaggiato con un moderno e sofisticato motore 3.0-litri, D-4D turbodiesel common rail, derivato da quello presente nell’attuale gamma, offre una coppia straordinaria con un eccellente livello di consumi. Il motore eroga 120 kW (163 Cv) a 3400 giri/min con una coppia di 343Nm disponibile tra 1600 e 3200 giri/min.

Prestazioni ideali per qualsiasi utilizzo: in strada come sui percorsi più estremi Land Cruiser raggiunge una velocità massima di 165 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 13.0 secondi. Land Cruiser è dotato di trazione integrale permanente con i rapporti controllati da una scatola di trasferimento. Un nuovo differenziale centrale a slittamento limitato Torsen assicura eccellenti caratteristiche di guida.

A richiesta, è disponibile la sospensione semiattiva Toyota’s TEMS (Toyota Electronically Modulated Suspension), che offre un comfort stradale ancor più elevato sulle strade più sconnesse. In combinazione sono disponibili le sospensioni posteriori ad aria, che rimpiazzano le normali molle con dei soffietti in gomma riempiti di aria compressa. Questa sospensione è dotata di un sistema di livellamento automatico e consente di regolare l’altezza da terra tramite un pulsante.

Il design di Land Cruiser è stato definito in Europa ed è opera del ED2, l’avanzato centro di design nel sud della Francia. E’ il terzo modello Toyota il cui stile viene definito in Europa, dopo Toyota Yaris e la nuova Toyota Corolla, e riflette la volontà di Toyota di creare prodotti sempre più in linea con le esigenze del mercato europeo.

Il concetto iniziale è stato quello di un'”evoluzione contemporanea” dei tradizionali valori di forza e potenza del marchio Land Cruiser.Il più recente Toyota Land Cruiser è chiaramente nuovo, ma è anche in grado di mantenere l’identità del precedente Land Cruiser serie 90. In questo modo il nuovo Toyota Land Cruiser, affermato “classico” del settore, può resistere alla prova del tempo. Il nuovo Toyota Land Cruiser è dotato delle tecnologie più avanzate per offrire al guidatore un controllo completo in tutte le situazioni e migliorare il comfort e la sicurezza dei passeggeri. Dopo l’anteprima mondiale a Parigi, il nuovo Land Cruiser 3.0 litri D-4D sarà commercializzato in Italia a partire dal mese di dicembre.

Settembre 2002