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Sistema per l’intrattenimento domestico 3·2·1® GSXL DVD

Il costo complessivo del progetto ammonta a L. 37.258.100.

E’ stato erogato l’importo su citato per favorire il progetto “Mostra della Salute” portato avanti dall’Ass. Vol. LEGA VITA & SALUTE.

15) PROGETTO COORDINAMENTO ADRA ITALIA DI FIRENZE

Il costo complessivo del progetto ammonta a L. 15.000.000.

Tale somma consiste nelle spese sostenute per l’acquisto di un FIAT Ducato diesel. Con tale finanziamento, si è ritenuto opportuno favorire le diverse attività sociali, portate avanti dal coordinamento ADRA Italia di Firenze.

PROGETTO ANTIFUMO LEGA VITA & SALUTE

Il costo complessivo del progetto ammonta a L. 9.000.000.

E’ stata erogata la somma summenzionata all’Ass. Vol. Lega Vita & Salute per finanziare il progetto “Il tuo segno contro il fumo” nella città di Palermo.

PROGETTO CENTRO DI ACCOGLIENZA A TORINO

Il costo complessivo del progetto ammonta a L. 71.685.120.

E’ stata stanziata la somma summenzionata a favore dell’Ente Patrimoniale dell’U.I.C.C.A. per completare e rendere funzionale un centro di accoglienza per disagiati, nella città di Torino presso i locali della Chiesa Cristiana Avventista di via Rosta, 3.

PROGETTO CASA DI RIPOSO “CASA MIA” A FORLI’

Il costo complessivo del progetto, per il 1998, ammonta a L. 1.137.519.868.

Tale progetto consiste nell’ampliamento della casa di riposo per anziani “Casa Mia” sita in via E. Curiel, 53 nella città di Forlì.

PROGETTO CASA DI RIPOSO A SCIACCA

Il costo complessivo del progetto, per il 1998, ammonta all’esiguo importo di L. 160.500. Tale somma consiste nelle spese di viaggio sostenute per effettuare un sopralluogo. Da ciò si evince che il progetto non è stato ancora approvato dal CDU, infatti, si trova in una fase embrionale.

PROGETTO ADRA ITALIA – SEZIONE PUGLIA

Il costo complessivo del progetto, per il 1998, ammonta a L. 19.000.000.

Tale somma consiste nelle spese sostenute per l’acquisto di un FIAT Ducato diesel. Con tale finanziamento, si è ritenuto opportuno favorire le diverse attività sociali, portate avanti dall’Ass. Vol. ADRA Italia sez. Puglia.

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di CARLO NORDIO

L UOMO si comporta in vari modi di fronte ai pericoli: cedendo da disperato, reagendo da coraggioso, rassegnandosi da filosofo, ignorandoli da vile, e altro ancora. Uno dei metodi più frequenti per superarne le paure è quello di esorcizzarne i concetti, magari con eufemistiche formule verbali. Così la morte diventa un trapasso, il cancro una brutta malattia, la disgrazia fisica una vereconda litote; il Vangelo parla di ciechi e paralitici: oggi sono non vedenti e non deambulanti. Non si tratta di rispetto per gli sfortunati: si tratta di paura. Perché la nostra cultura rifiuta e rimuove le sfortune della vita.

Tra le tante paure, vere o indotte, del cittadino, esiste anche quella di essere schedato. Essa non ha nulla di razionale, perché di fatto siamo tutti schedati dalla culla alla bara: i registri anagrafici, gli atti di stato civile, le tessere sanitarie, il codice fiscale, gli stessi elenchi telefonici sono tutti mezzi per far sapere chi siamo e dove siamo. Ma poiché la caratteristica principale della paura è di avere una buona dose di irrazionalità, essa si afferma non tanto alla sostanza quanto alla forma; non alle cose, ma alle parole. E così mentre siamo tutti contenti di aver consegnato i nostri dati più personali ai comuni, alle scuole, alle Usl, al fisco, al datore di lavoro eccetera, siamo terrorizzati da una parola che ormai non significa più nulla, ma che rievoca i tempi sinistri di un invadente e onnipotente tirannide: la schedatura. Essa riemerge sempre, nel suo minaccioso esoterismo semantico, quando lo Stato cerca di mettere un po d ordine nella confusione di casa propria. E il cittadino che si era sottomesso docilmente alle più subdole pratiche intrusive, come la conservazione dei tabulati telefonici, si insospettisce per le pratiche più elementari di ordinaria utilità.

Le impronte digitali che si vorrebbero obbligatorie per i clandestini sono, ad esempio, l equo e ragionevole corollario del principio che dobbiamo sapere chi ci teniamo in casa. Non costituiscono affatto un odiosa discriminazione. Al contrario. Perché tutti i cittadini, come ben sappiamo, sono di diritto e di fatto individuati dal primo vagito alla benedizione nella fossa. Certo i sistemi sono cambiati nel corso dei secoli. Giuseppe e Maria affrontarono un lungo viaggio per il censimento dell imperatore. Per altri diciannove secoli gli uomini vennero individuati attraverso i caratteri somatici descritti su un papiro. Solo i re venivano effigiati nelle monete: privilegio che costò caro a Luigi XVI durante la fuga. Poi venne la fotografia. Poi ancora le impronte digitali, per le quali molti documenti riservano ancora lo spazio, e che vengono comunque rilevate non solo ai detenuti ma anche ai militari. Domani tutto questo sparirà. Avremo criteri di individuazione superpersonalizzati: il colore dell iride, il timbro della voce, e naturalmente il Dna. Basterà passare la lingua su un francobollo e di noi si saprà tutto, anche cose che sarebbe meglio non sapere. E comunque il vero pericolo del futuro non sarà l uso improprio dei dati, ma quello del materiale genetico che tra pochi anni sarà strumento di clonazione. Ma questa è un altra storia.

E torniamo alla schedatura con le impronte. Si tratta, dicevamo, di un sistema innocuo e artigianale che tramite il computer ci consente di capire subito chi abbiamo davanti. In un Paese in cui è obbligatorio il censimento dei cittadini, non si vede perché i girovaghi, i clandestini e gli ignoti debbano circolare muniti di una ingiustificata e pericolosa franchigia. La maggior parte di loro entra in Italia con documenti contraffatti, o senza documento alcuno, declina false generalità e si sposta continuamente vivendo di espedienti. Che lo Stato non abbia il dovere di individuarli è cosa che nessun buonismo solidaristico e terzomondista riuscirà mai a spiegare.

Eppure non c è alcuna speranza che questi pregiudizi finiscano. Non solo perché la politica è ormai fatta soprattutto di polemiche, ed ogni argomento è buono per litigare. Ma perché il suono di alcune parole evoca terrori funesti, tanto più ribelli quanto più ingiustificati. L impronta digitale ci riporta alle camere di sicurezza e alle celle di Sing Sing. Quando disporremo di sistemi più delicati, come la conformazione dell iride o il timbro della voce, la paura finirà.

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Nissan New Primera

Provata a Barcellona la gamma che arriverà in Italia a febbraio in tre motorizzazioni e prezzi compresi fra i 38 ed i 50 milioni. A 11 anni di distanza, la nuova Primera scuote ancora i parametri di riferimento della sua categoria, ricordando che fu la prima del suo segmento ad adottare sospensioni multilink, motori 16 valvole ed elevata funzionalità.

Qualità apprezzate sia dal pubblico sia dalla critica, come testimoniano il primo posto al premio “AUTO UIGA” ed il secondo all’ “Auto dell’Anno”. Infomotori vi aveva anticipato molte indiscrezioni già a febbraio ed ora possiamo svelarvi tutti i segreti, avendola testata in occasione della presentazione stampa europea. In Italia arriverà alla fine del 2002, con tre gradi di finitura e tre motorizzazioni: 1800, 2000 e 2200 turbodiesel common rail.

I prezzi non sono stati ancora definiti nel dettaglio, ma andranno da 38 a 50 milioni. Nissan Italia prevede di venderne nel 2002 oltre 9000, per raggiungere il 5 per cento del segmento di appartenenza. Si tratta di una vettura drasticamente rinnovata nel design esterno ed interno, che mantiene la trazione anteriore con motore posto trasversalmente. La nuova Primera offre tre varianti di carrozzeria: berlina 4 porte, 5 porte e station wagon, che in Italia farà certamente la parte del leone. Rispetto all’attuale modello, la New Primera guadagna 4 centimetri in lunghezza (per un totale di 456!), 4,5 in larghezza (176) e soprattutto 7 in altezza (148), a tutto vantaggio dell’abitabilità e della stessa luminosità.

Internamente vi sono numerosi richiami alle monovolume, segnalando la grande attenzione posta verso la funzionalità e la praticità: è dotata di una plancia generosa ed una strumentazione da vettura importante, con la peculiarità di avere tutti i comandi al centro (grande vantaggio per i produttori che devono costruire vetture sia con guida a destra che a sinistra!). L’ergonomia è stata la parola chiave per la Primera. All’interno, basta un semplice sguardo per capire quale funzione si vuole attivare. Fra le chicche segnaliamo la videocamera che illustra sul cruscotto quello che c’è dietro la vettura quando si fa retromarcia. Oppure il regolatore di velocità intelligente, che rallenta se il veicolo davanti a voi rallenta e accelera se il veicolo davanti a voi accelera, per non parlare del sistema di telefonia che si integra perfettamente con il telefonino dei clienti.

Nel Sol Levante è attualmente venduta unicamente col motore due litri benzina da 150 CV abbinata alla trasmissione automatica CVT. Le Primera destinate agli europei vantano invece cambi a sei marce e sono prodotte in Inghilterra a Sunderland, distinguendosi per motorizzazioni vicine ai nostri gusti: con grande attenzione verso il Diesel. Presenti all’appello pure due benzina 1600 e 1800. Una vettura quindi da provare, che renderà assai dura la vita alle rivali europee!

Dicembre 2001

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BIOGRAFIA

Ilona Staller (vero nome Elena Anna Staller) è nata a Budapest, in Ungheria il 26 novembre del 1951 da una coppia benestante: padre funzionario del Ministero degli Interni e madre ostetrica. Sulle prime Ilona avrebbe voluto studiare medicina o archeologia ma a soli 13 anni incomincio´ già la carriera di fotomodella con la prestigiosa agenzia MTI che gestiva le piu´ famose modelle ungheresi.

Ben presto fini´ con il diventare Miss Ungheria.

Il vero successo arrivo´ pero´ in Italia, quando inizio´ a condurre nei primi anni 70 una trasmissione radiofonica a Radio Luna, una delle primissime Radio Private Italiane con sede a Foggia e a Roma. Fu una trasmissione SHOCK e Ilona fu una delle “responsabili” del mutamento del “comune senso del pudore”.

Da quel momento è nata CICCIOLINA che era la “versione al femminile” dell´appellativo “cicciolino” con il quale ilona chiamava i propri ascoltatori in diretta radiofonica

TRATTO DALLA AUTOBIOGRAFIA UFFICIALE DI ILONA:

“Nel 1979, insieme alla redazione de “il Male”, il famoso giornale satirico, fondai la “Lista dei Sole”, la prima lista verde nella storia italiana. Come capolista iniziai il mio impegno politico aiutando il Partito Radicale nella raccolta delle firme per i referendum contro il nucleare, per i diritti umani e contro la fame nel mondo. Ovviamente parlavo di questi problemi anche durante i miei spettacoli, spesso realizzati per beneficenza, ed inevitabilmente arrivarono le prime denuncie per frenare la mia attività. Grazie alla mia grande popolarità fui invitata in moltissime trasmissioni televisive e radiofoniche ed interpretai molti film che divennero capolavori dell´eros ed aiutarono gli italiani, e non solo loro dal momento che i film si vendevano in tutto il mondo, a superare molti tabù sessuali”.”Aiutai Marco Pannella e gli altri radicali, dal 1985 in poi a raccogliere iscrizioni al suo Partito, e, nel 1987, mi candidai nelle liste radicali per essere eletta al Parlamento Italiano. Nella sola Circoscrizione del Lazio, dove ero candidata, fui eletta con oltre 20.000 preferenze. Avrei voluto baciare uno ad uno tutte queste dolci persone che hanno avuto fiducia in me e mi hanno votata. Così nel 1987 diventai Deputato del Parlamento italiano e le mie immagini fecero il giro del mondo perché era la prima volta che una pornostar entrava in un´aula parlamentare come membro effettivo rimanendovi per 5 anni, insieme a politici come Andreotti e Craxi. Ma io non delusi i miei elettori perché continuai a sostenere, in Parlamento ed in manifestazioni pubbliche, le mie idee contro l´utilizzo dei nucleare, per la libertà sessuale, contro la censura, per l´abrogazione dell’art. 528 c. p. e seguenti (sul comune senso del pudore), per l´amore nelle carceri, per l´informazione sessuale nelle scuole e per un intervento all´interno del Ministero della Sanità per una corretta informazione sull´AIDS senza perdere di vista l´amore. Proposi inoltre una tassa ecologica sulle auto per limitare i danni dello smog e realizzare opere di salvaguardia della natura. Proposi l´abolizione dell’utilizzo degli animali per la produzione delle pellicce e per le sperimentazioni scientifiche. Partecipai anche a numerose manifestazioni contro la pena di morte.”

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Le condizioni della creatività

Che cosa significa essere creativi? Quali caratteristiche predominanti caratterizzano il soggetto creativo? La psicologia ha studiato le condizioni che favoriscono questa privilegiata forma di espressione, che sintetizziamo in questa breve riflessione.

Gran parte del mondo civilizzato è caratterizzato dalla secondarietà, da un insieme di convenzioni e adattamenti imposti dall’Io sociale a cui l’uomo si uniforma in modo quasi automatico senza tenere conto delle esigenze e delle aspirazioni più intime del suo Io individuale.

Alcuni preferiscono la via solitaria, autonoma, anticonformista come quella scelta dall’uomo del sottosuolo a cui fa riferimento Aldo Carotenuto (noto psichiatra e psicologo dell’era contemporanea) citando il famoso romanzo di Dostojewsky.

Gli uomini d’arte, i musicisti, i pittori, i creativi, i poeti, non sottopongono le loro scelte al vaglio critico del solo processo secondario, ma permettono all’’energia psichica di fluire liberamente. In questo modo sono in grado di creare un nuovo rapporto d’azione con il mondo esterno attraverso il processo terziario o “sintesi magica” di cui parla lo psichiatra italo americano Silvano Arieti. Questa più armonico modo di avvertire e rielaborare gli stimoli esterni è un compromesso fra la primarietà degli atteggiamenti propri dell’età infantile e la razionalità secondaria della concezione dell’adulto. E’ l’interazione armoniosa fra i due processi che crea momenti di espressione feconda e vere opere creative.

Ecco quindi che la creatività diventa espressione di un mondo popolato di immagini (paleologiche e primitive) che sorgono spontanee attraverso associazioni, appercezioni, l’attività del libero pensiero. Queste immagini, queste sensazioni olistiche, questi stati impalpabili, definiti da Arieti endocetti, molto raramente assumono la forma di concetti, ma favoriscono l’illuminazione e l’intuizione, fanno si che questa si manifesti spontanea al livello della coscienza.

La creatività perciò ha bisogno dell’insorgere libero delle immagini arcaiche (le stesse che il bambino con molta facilità crea nei suoi giochi infantili) date dal libero pensiero, ma vi sono altre condizioni affinchè la creatività possa essere tale fino in fondo.

L’inattività è una di queste. Il non far niente – non inteso come ozio, ma come momento di rigenerante riposo e di astrazione dalla realtà quotidiana – per certi periodi, favorisce l’insorgere delle immagini e può portare ad una sintesi creativa.

La capacità di stare da solo, – come afferma il dott. Roberto Travaglini nel suo libro “Progettare la creatività” – in uno spazio isolato dal continuo bombardamento degli stimoli uniformanti della società – è un’altra caratteristica importante per la creatività. Solitudine perciò volontaria per brevi periodi, come capacità di stare con se stessi per guardarsi dentro e parlare con la voce interiore che dimora in ciascuno di noi. Non certo solitudine come isolamento dal mondo o esclusione dalla società.

Quest’ultima tendenza manifesta sindromi di nevrosi, piuttosto che condizioni favorevoli per il processo creativo.

Molti poeti, scrittori, artisti, stavano in solitudine alla ricerca del momento fecondo, dello stato nascente come lo chiama Alberoni. Condizioni indispensabili per far si che la scintilla dell’illuminazione possa nascere e dar luogo ad opere di grande spessore.

Vi siete mai chiesti perché gli artisti, i musicisti, i pittori, spesso hanno un atteggiamento che esce dai canoni dell’uomo medio? Sono persone particolari, stravaganti, sui generis, perché riescono a creare quelle immagini arcaiche proprie dell’età infantile che poi trasformano in opere d’arte, di cultura, di letteratura, di poesia.

Un’altra condizione indispensabile per la creatività è costituita dalla capacità di sognare ad occhi aperti. “Chi fantastica – scrive ancora Travaglini – è indotto a pescare in se stesso elementi originali rispetto alle convenienze sociali”.

Anche la vivacità e la disciplina costituiscono un elemento importante per il processo creativo. Arieti afferma che la creatività è ” ispirazione al 10% e sudorazione al 90%”.

Senza un metodo non è possibile dare vita ad autentiche opere creative.

Ed infine, anche ricordare e rivivere interiormente i conflitti traumatici del passato è una condizione da non trascurare.

Alla base della creatività perciò c’è la capacità di ritornare bambini e rivivere quel mondo popolato di immagini fantasmatiche che ci erano così familiari quando eravamo piccini. Tutti coloro che creano fanno rivivere senza sosta il puer (il bambino) che c’è in loro e che purtroppo a causa della razionalità (secondarietà) del mondo civilizzato contemporaneo è stato sepolto a vantaggio di etichette, norme, convenzioni che il più delle volte sono la mortificazione della libera espressione e della spontaneità.

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Specializzazione: Cure Palliative.

Orario di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.30. E opportuno fissare un appuntamento.

Patrimonio: raccolta di periodici, monografie, atti di convegni, tesi di laurea e specialità prevalentemente dedicati alla medicina palliativa ed agli argomenti correlati: terapia del dolore, psiconcologia, lutto, tanatologia, etica al termine della vita.

La Biblioteca è anche abbonata alle banche dati: MEDLINE su CD-ROM, Palliative Care Index su disco, e all’Host Computer DATASTAR, che consente l’accesso a numerosissime banche dati scientifiche on-line.

Chi può accedere: i servizi della Biblioteca sono aperti a tutti gli interessati.

Servizi: la Biblioteca si pone l’obiettivo di fornire all’utenza ogni supporto, professionale e tecnologico, per il reperimento dell’informazione bibliografica sulle Cure Palliative. A tale scopo sono disponibili i seguenti servizi: consultazione: il patrimonio bibliografico conservato in biblioteca -libri, riviste, materiale grigio, archivi informatici- è a disposizione dell’utenza per la consultazione in loco. Non è previsto il prestito;

fotocopie: esclusivamente per uso personale, compatibilmente con la normativa sul copyright. Il servizio è gratuito per gli interni e per i collaboratori della Fondazione Floriani, agli esterni, che hanno a disposizione una fotocopiatrice self-service, viene richiesto invece un contributo a copertura delle spese ;

invio postale di fotocopie: le Biblioteche e gli utenti che, per motivi di distanza, non possono consultare direttamente le raccolte della biblioteca possono fare richiesta di copie del materiale da noi posseduto contattandoci telefonicamente o via fax o e-mail. Verranno prese in considerazione non più di una richiesta per utente al giorno, fino ad un massimo di 3 articoli per ognuna. Le richieste devono specificare: 1)autore e titolo della pubblicazione, 2)titolo della rivista, 3)volume, anno, fascicolo, 4)pagina iniziale e finale (accertarsi dal catalogo on-line che l’articolo di cui si desidera la copia sia compreso nella nostra raccolta);

ricerca bibliografica su banche dati specializzate on e off line: in biblioteca sono interrogabili gli ultimi 10 anni della banca dati MEDLINE su CD-Rom, la banca dati PALLIATIVE CARE INDEX su dischetto (a partire dal 1994), è infine possibile il collegamento on-line a numerose banche dati scientifiche attraverso l’host computer DATASTAR. Le ricerche su banche dati vengono in genere realizzate su richiesta da un addetto, in unica copia, per uso esclusivamente personale;

accesso ad Internet: servizio riservato agli interni ed ai collaboratori della Fondazione Floriani;

servizio di current content on-line: il contenuto degli ultimi numeri delle riviste pervenute in biblioteca è costantemente aggiornato e consultabile in linea (tasto “periodici”);

indice italiano di cure palliative on-line: la biblioteca sta lavorando alla creazione di un archivio contenente tutte le pubblicazioni di cure palliative esclusivamente in lingua italiana. A breve saranno consultabili on-line le prime registrazioni (tasto “indice c.p.”).